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Post 150 – L’antico mastio del castello di Feltre

  La Torre del Campanon svetta con i suoi 34 metri di altezza sul punto più alto della cittadella. La sua cima è un punto di vedetta molto ampio a 360 gradi, e viceversa da tutte le zone della conca feltrina è possibile scorgere la sua mole. Si tratta di una delle poche strutture superstiti dell’antico castello, andato progressivamente in disuso a partire dall’inizio del ‘500. Foto 1 Sappiamo ancora poco dell’origine e in generale della storia del castello nei secoli medievali; ad ogni modo il Campanon era la torre centrale, più imponente, il cosiddetto ‘mastio’. È una struttura abbastanza articolata e interessante, non fosse altro che per la sua lunga storia. La torre poggia su delle fondamenta databili al X secolo (o massimo inizio XI).  In mille anni di vita ha subito moltissime trasformazioni e consolidamenti: la parte del basamento, fino a 19 metri di altezza, è infatti databile al ‘200. È a pianta quadrata, con un lato di 8 metri abbondanti, e lo spessore murario raggiun...

Post 149 - Il dantino che cantò in rima per la sua gente

Antonio Doriguzzi Rossin. Da “campione delle autonomie” a letterato illuminato Antonio Doriguzzi Rossin (1788-1856), conosciuto alle cronache anche come il Rossin , fu un poeta originario del Comelico, precisamente di Danta di Cadore. L’attività poetica non fu mai prevalente nella sua vita. Egli, infatti, componeva le sue opere durante le pause dalla sua occupazione principale, il boscaiolo. Oltre a questo, sviluppò capacità rilevanti anche nel settore agricolo, indispensabile per la sopravvivenza nelle aree rurali comelicesi di inizio Ottocento. Le informazioni sulla sua vita sono poche: si sa per certo, grazie ai documenti conservati all’anagrafe, che nacque il 27 settembre 1788, si sposò con Domenica Menia il 22 aprile 1816 ed ebbero insieme ben 11 figli. Le condizioni di estrema povertà nelle quali viveva la famiglia Rossin, però, non permisero la sopravvivenza di gran parte dei figli: solo 4, infatti, risultano ancora vivi nel 1840, anno nel quale nacque la sua ultima figlia, Mari...

Post 148 - Il terremoto dell’Alpago

  29 giugno 1873. Ore 4.58. Quindici secondi lunghi un’eternità. Il terribile terremoto di grado X della scala Mercalli-Cancani-Sieberg, preceduto da un rombo, ebbe il suo epicentro a nord del lago di Santa Croce, in Alpago. Venne fortemente avvertito in tutta la regione veneta e nelle adiacenti, inoltre la scossa venne registrata fino nelle Marche, in Umbria e persino in Svizzera, Austria, Baviera. 1. Piazza Duomo dopo il terremoto del 1873 Considerato uno dei più forti dell’Italia nord-orientale, il sisma del 1873 causò gravissimi  danni. Nella conca alpagota persero la vita 30 persone. Vennero quasi completamente rasi al suolo Pieve d’Alpago con la frazione Curago, Puos d’Alpago con la sua frazione Cornei, Tambre con il paese di Borsoi, e le località di Funes e Lamosano di Chies d’Alpago . Alcuni dati : Ore 4:58 locali, durata di circa 15 secondi Magnitudo 6.3, Grado X della Scala Mercalli-Cancani-Sieberg (MCS) Direzione generale delle scosse SSE-NNW  80 morti, 83 feri...

Post 147 - La chiesa della discordia

  In alcuni post precedenti ( post 123 e 124 ) abbiamo ricostruito la storia delle frane dell’Antelao che hanno coinvolto Borca e San Vito. Durante la frana del 7 luglio 1737, stando alle memorie del pievano Bartolomeo Zambelli, il primo edificio a restar sotterrato fu la chiesa di San Canciano che sorgeva sul confine tra Borca e San Vito, chiesa che fu in seguito ricostruita accanto all’antica Strada regia ( post 101 e 102 ), nel territorio di San Vito, ad una novantina di metri dal confine. Ne nacque molto tempo dopo una contesa, di cui vi parleremo oggi. La storia della chiesa di San Canciano è assai antica. Vi è infatti un atto notarile datato 1418 rogato dal notaio Bartolomeo fu ser Ungaro in cui il testatore lega due prati in val di Tiera al lume di San Canciano: in altre parole si lasciava per testamento due prati alla suddetta chiesa perché col ricavato si mantenesse un lume acceso per il santo [1]. Dai documenti delle visite pastorali del 1604 conservati nell’Archivio dell...

Post 146 - L’ampezzano che progettò mezza Trento

  Annibale Apollonio “De Varentin” nacque nel 1848 a Cortina d’Ampezzo, allora parte dell’Impero austriaco, dal commerciante Angelo Giuseppe Antonio (1811-1884) e dalla nobile Maria Dorotea de Bigontina (1818-1875). A metà Ottocento la sua famiglia rientrava già fra le più cospicue della valle, ma fu con la generazione di Annibale e quella successiva che giunse ad essere la più abbiente e probabilmente la più potente d’Ampezzo. Con scaltrezza e fiuto affaristico i fratelli e nipoti di Annibale acquistarono e aprirono ex novo mulini, segherie, panifici, ma soprattutto alberghi. Gli Apollonio “De Varentin” furono fra i primi, tra fine Ottocento e inizio Novecento, a comprendere l’importanza della nascente economia turistica e investirono il già notevole patrimonio iniziale nel nuovo settore, fondando alcuni fra i più prestigiosi e importanti hotel delle Dolomiti, garantendosi ricchezza e influenza per i decenni a venire. Grazie alle agiate condizioni familiari, Annibale ebbe la fort...