Chiunque abbia passeggiato per il centro di Cortina d’Ampezzo ha in mente l’immagine familiare di un edificio dipinto di giallo e adornato di numerosi stemmi; molti ne ricordano anche il nome: Comun vecio, o Municipio vecchio, ma pochi ne conoscono la storia. Una “ domus comunis Ampicii ” è documentata a partire dal 1232, ma non è chiaro dove fosse ubicata. Ciò che è certo è che col tempo essa era diventata troppo angusta, tanto che nel 1668 il Consiglio comunale si riuniva nella “ stua ” di Caterina Ghedini. Già l’anno prima era stato deliberato di comprare o costruire una nuova sede, e nel 1669, alla morte della Ghedini, ne venne acquistata la casa, che però non è sicuro si trovasse nella posizione dell’attuale palazzo. Le certezze iniziano con la fine del Settecento, quando le prime mappe e l’introduzione del catasto ci permettono di avere un’immagine piuttosto precisa dell’aspetto del paese. Nel 1775, in corrispondenza dell’attuale Comun vecio, esistevano in realtà tre edific...
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