Correva l’estate del 1872. Due donne inglesi arrivarono a Cortina d’Ampezzo, prenotarono una stanza e chiesero se ci fosse qualcuno disposto a fare loro da guida. L’idea era molto semplice: vagabondare attraverso le Dolomiti. Non c’era una destinazione finale e non c’era un itinerario definito. Soltanto molta curiosità e un pizzico di incoscienza. Il viaggio, a dire il vero, aveva avuto inizio in un luogo ben più distante, Napoli. Lì, in primavera, la scrittrice Amelia Edwards aveva conosciuto Lucy Renshaw durante un soggiorno nel Mediterraneo e insieme avevano deciso di recarsi in Svizzera per sfuggire al caldo estivo. Arrivate a Monte Generoso, tuttavia, furono intrigate da quelle vette incontaminate di cui si stava iniziando a parlare proprio in quel periodo, le Dolomiti. Così, senza pensarci due volte, decisero di dirigersi a Venezia e da lì muoversi verso quei territori ancora poco conosciuti tra il Bellunese e il Tirolo. Ma chi erano queste due donne? Amelia al ...
Willo è un ragazzo di Monaco di Baviera. Nel 1925 ha 26 anni, è ingegnere, ha un dottorato in nivologia ed è uno dei più forti alpinisti del suo tempo. Il 10 agosto, insieme al suo compagno di cordata Eugen Allwein, si trova nel vallone di Zmutt, nel Canton Vallese. Alla loro destra la Dent Blanche, a sinistra il Cervino. Sono montagne impressionanti, che soggiogano. A Willo però non interessa né l’uno né l’altra ma, con Eugen, punta dritto al ghiacciaio di Tiefenmatten. A sbarrare il vallone, quando il ghiaccio si impenna, c’è la parete nord della Dent d’Hérens. È lì che Willo ed Eugen sono diretti. Foto 1: Willo Welzenbach. La Dent d’Hérens è una montagna repulsiva. Possiede tutti gli elementi che ci si aspetta di trovare in una vetta delle Alpi Occidentali: è molto alta (4173 metri), il percorso per raggiungerla è lungo, tortuoso ed esposto a pericoli oggettivi, ogni suo versante è ricoperto da ghiacci perenni, e quello settentrionale è uno sconvolto scivolo di rocce e ghiacci...