Visto che siamo nel pieno dell’inverno, abbiamo pensato che, logicamente, fosse proprio il momento adatto per trattare della parola “primavera”. Tutte le varianti ladine hanno una etimologia comune: la forma latino-volgare ricostruita *EX(I)UTAM, “uscita”, chiaramente nel senso di “uscita dalla cattiva stagione, dall’inverno”. A partire da questa forma sono avvenuti due fenomeni fonetici che chi ha letto i precedenti post di questa rubrica conosce già bene: la caduta di -M finale dell’accusativo latino, e la sonorizzazione dell’occlusiva -T-, trovandosi questa tra due vocali (chi non li avesse letti li può sempre recuperare sulla nostra pagina). Inoltre, il nesso -CS- rappresentato dalla lettera X, che altro non è se non l’unione dei due suoni [k] (C dura di ‘casa’) e [s] (S di ‘silenzio’), si è semplificato perdendo il suono [k]. La vocale iniziale E- si è evoluta in I- per poi prendere ramificazioni diverse. In un primo gruppo di varianti, è probabile che la parola ...
Il colonnello Von Ryan (Von Ryan’s Express) è un film del 1965, diretto da Mark Robson e tratto dall’omonimo romanzo di David Westheimer. Ambientato in Italia durante la Seconda guerra mondiale, utilizza diversi paesaggi reali della penisola come sfondo narrativo del viaggio ferroviario dei prigionieri alleati verso la Svizzera. Ma che ruolo ha il Bellunese nel film? Le scene ambientate in alta Lombardia e in Canton Grigioni vennero girate lungo la linea ferroviaria tra Belluno e Calalzo di Cadore, utilizzata scenicamente per rappresentare il passo del Maloja. Già dalle inquadrature panoramiche delle Alpi, utilizzate per suggerire la vicina salvezza del gruppo dei protagonisti, si riconoscono i monti Serva e Dolada. Non solo: nelle successive riprese aeree compaiono il lago di Centro Cadore, l’abitato di Pieve e in parte quello di Perarolo. Per queste scene fu utilizzato come base d’appoggio l’aeroporto di Belluno. Il cuore delle sequenze bellunesi, però, è rappresentato dal pon...