Quando negli anni Settanta si iniziò a pensare alla creazione di un parco nazionale (vedasi post n. 167), si era coscienti della vastissima diversità di specie animali e vegetali presenti nel Bellunese.[1] La loro importanza era in primis ecologica, ma anche culturale, in quanto simboli di una società montana che necessitava di essere protetta e conservata. La superficie finale del parco fu estesa a un totale di 31.500 ettari e comprendeva nel suo territorio, oltre agli ambienti naturali come le montagne, i torrenti, le gole e le pozze, anche ambienti antropizzati o modellati dall’uomo, come i boschi e i pascoli. Questa varietà di habitat permetteva così di includere le specie più diversificate, alcune delle quali endemiche, ovvero esistenti esclusivamente nel Bellunese. Un esempio di habitat fortemente conservato sono i Piani Eterni, o meglio, ciò che vi sta sotto. I Piani Eterni sono un altopiano di 14 chilometri quadrati che si sviluppa tra 1.700 e 1.900 metri s.l.m., situato ...
A chi non è mai capitato di passare per una qualche via, leggere il nome della persona a cui è intitolata e chiedersi: « e chi cavolo è questo? » Quanti di voi si sono mai fermati a leggere i nomi scolpiti su Porta Castaldi (che malgrado i tentativi nazionalistico-patriottici del periodo postunitario noi continuiamo serenamente a chiamare ‘Porta imperiale’)? Ne sapreste riconoscere alcuni? E quanti sono gli abitanti di Feltre che sanno dire chi fosse lo Zannettelli a cui è dedicata la ex caserma? O magari il Filippo de Boni della piazza quasi in cima a via Mezzaterra? Foto 1: Porta imperiale. Fonte foto: Di Syrio - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=163588640. Sosteniamo che sarebbero pochi quelli al di fuori della cerchia di studiosi e degli appassionati di storia che saprebbero dare un volto e una storia ai nomi di questi feltrini ottocenteschi. Eppure, a un certo punto abbiamo ritenuto importante dedicare loro delle vie, delle p...