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Post 236 - Sovramonte come microcosmo alpino: leggende e geografie del meraviglioso.

  Nel dibattito antropologico contemporaneo, il paesaggio è sempre meno concepito come un semplice sfondo naturale dell’agire umano e sempre più come una costruzione culturale complessa, modellata dall’interazione continua tra ambiente, pratiche sociali, memorie e narrazioni. Montagne, boschi, vallate e sentieri non si configurano soltanto come elementi fisici, ma come spazi densi di significati, nei quali le comunità iscrivono esperienze, paure, credenze e rappresentazioni simboliche, contribuendo a definire il proprio rapporto con il mondo circostante [1] .  Prendendo in considerazione questa prospettiva, il paesaggio può essere letto come uno spazio socialmente costruito, sul quale si stratificano sacro e profano, ordine e disordine, visibile e invisibile. Prenderemo in esame il caso di Servo di Sovramonte, piccolo paese della provincia di Belluno situato ai piedi delle Dolomiti Feltrine. Fino a buona parte del Novecento, Servo ha conservato le caratteristiche di una microc...
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