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C10 - Lo zoo di Pedavena

  Il parco adiacente alla Birreria Pedavena non nasce come semplice spazio verde, ma come parte di una precisa strategia aziendale. A partire dagli anni Trenta, i Luciani intuirono che la birreria poteva diventare un polo di attrazione turistica, non solo un luogo di consumo dove godersi una passeggiata dopo un pranzo o qualche birra. Il parco venne quindi pensato come estensione dell’esperienza Pedavena, capace di trattenere il visitatore, ma soprattutto attrarne di nuovi e diversi. 1931, messa a dimora degli alberi nel parco A partire dal 1935 iniziarono i lavori di trasformazione, inizialmente era previsto solo un parco-giardino ben curato, comparvero serre per la floricoltura e campi da tennis, ben presto però il parco assunse una funzione più complessa. Dal 1940 l’architetto Mario Sanzovo fu incaricato di progettare numerose installazioni, strutture ricreative, statue, fontane e spazi per eventi. Tuttavia, col repentino cambiamento socioeconomico della clientela della birreria...
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Post 235 - Le Olimpiadi a Cortina d’Ampezzo

  A partire dagli anni Venti, su spinta del regime fascista, Cortina d’Ampezzo inizia a ospitare eventi sportivi di grande rilevanza. Nel periodo tra le due guerre mondiali vi si svolgono varie edizioni dei campionati italiani di sci di fondo, discesa, bob, salto con gli sci, ma anche competizioni di rango internazionale, come i mondiali di sci nordico del 1927 e quelli di sci alpino del 1932. Nel 1941 tornano in Ampezzo entrambi i campionati, che vengono però annullati dalla Federazione internazionale sci (FIS) nel 1946, per aver visto la partecipazione dei soli Stati che non erano in guerra contro l’Italia o i suoi alleati. I tempi sono maturi per puntare alle Olimpiadi, e così, su iniziativa di Alberto Bonacossa — grande sostenitore anche delle due successive candidature —, Cortina d’Ampezzo si propone per ospitare i Giochi invernali del 1944. Alla sessione del CIO del 1939 le vengono effettivamente assegnati, ma, a causa del perdurare del conflitto bellico, l’edizione viene can...

C9 - La Madonna del Carmine di Padola

  Oggi vi raccontiamo una data ben nota della storia italiana, vista però da un’angolazione locale: Padola di Comelico. Il 24 maggio 1915, giorno dell’entrata in guerra dell’Italia, la popolazione del paese – comprensibilmente in apprensione – si riunì per fare un voto alla Madonna del Carmine, chiedendo protezione per sé e per il territorio, che si trovava in una posizione particolarmente delicata, proprio a ridosso del confine. La statua della Madonna del Carmine A firmare il voto furono 81 capifamiglia; includendo amministratori della frazione, fabbricieri ( i componenti civili del consiglio parrocchiale che esistono tuttora)  e parroco si arriva a un totale di 88 sottoscrittori. Un dato che colpisce riguarda la presenza femminile: ben 29 firme appartengono a donne. Si trattava di vedove o di donne senza un tutore maschile e, considerando che molti uomini erano stati chiamati al fronte, il numero è significativo e ci ricorda quanto il ruolo femminile fosse centrale già nei ...

Post 234 - Brustolon tra Belluno e Venezia

  Chi, in terra bellunese, non ha mai sentito menzionare almeno una volta il nome di Andrea Brustolon? Che sia per ragioni storico-artistiche o per motivi più concreti e scolastici, la sua figura continua a essere evocata come quella di uno dei grandi artisti che hanno contribuito a dare visibilità al Bellunese ben oltre i suoi confini. Proprio per questo è necessario chiarire fin da subito un aspetto fondamentale del suo percorso. Foto 1: Andrea Brustolon, Altare delle Anime, 1685, legno di cirmolo con foglia d’oro e pigmenti, Pieve di Zoldo, chiesa di San Floriano. Il successo e la piena affermazione di Brustolon non possono infatti essere compresi se limitati a una prospettiva esclusivamente locale. Nonostante una produzione vastissima sul piano quantitativo e costantemente elevata sotto il profilo qualitativo, fu soprattutto il sistema delle committenze private veneziane a garantirgli una fortuna duratura nel corso della carriera. È lecito ipotizzare che, qualora la sua attivit...

Post 223 - Primavera

  Visto che siamo nel pieno dell’inverno, abbiamo pensato che, logicamente, fosse proprio il momento adatto per trattare della parola “primavera”. Tutte le varianti ladine hanno una etimologia comune: la forma latino-volgare ricostruita *EX(I)UTAM, “uscita”, chiaramente nel senso di “uscita dalla cattiva stagione, dall’inverno”. A partire da questa forma sono avvenuti due fenomeni fonetici che chi ha letto i precedenti post di questa rubrica conosce già bene: la caduta di -M finale dell’accusativo latino, e la sonorizzazione dell’occlusiva -T-, trovandosi questa tra due vocali (chi non li avesse letti li può sempre recuperare sulla nostra pagina).  Inoltre, il nesso -CS- rappresentato dalla lettera X, che altro non è se non l’unione dei due suoni [k] (C dura di ‘casa’) e [s] (S di ‘silenzio’), si è semplificato perdendo il suono [k]. La vocale iniziale E- si è evoluta in I- per poi prendere ramificazioni diverse.  In un primo gruppo di varianti, è probabile che la parola ...