Chiunque abbia passeggiato per il centro di Cortina d’Ampezzo ha in mente l’immagine familiare di un edificio dipinto di giallo e adornato di numerosi stemmi; molti ne ricordano anche il nome: Comun vecio, o Municipio vecchio, ma pochi ne conoscono la storia. Una “ domus comunis Ampicii ” è documentata a partire dal 1232, ma non è chiaro dove fosse ubicata. Ciò che è certo è che col tempo essa era diventata troppo angusta, tanto che nel 1668 il Consiglio comunale si riuniva nella “ stua ” di Caterina Ghedini. Già l’anno prima era stato deliberato di comprare o costruire una nuova sede, e nel 1669, alla morte della Ghedini, ne venne acquistata la casa, che però non è sicuro si trovasse nella posizione dell’attuale palazzo. Le certezze iniziano con la fine del Settecento, quando le prime mappe e l’introduzione del catasto ci permettono di avere un’immagine piuttosto precisa dell’aspetto del paese. Nel 1775, in corrispondenza dell’attuale Comun vecio, esistevano in realtà tre edific...
Parlare di archeologia preistorica nel Bellunese, come ormai avrete visto dai vari post passati, risulta difficile, non tanto per la complessità dei dati,bensì per le evidenze spesso indagate solo a livello della superficie. Anche per i siti di cui parleremo in questo post, inseriti in un contesto di alta montagna, le evidenze sono state localizzate e analizzate grazie ai ritrovamenti fatti in superficie. Le prime evidenze di reperti preistorici nell’areale provengono dal versante sudtirolese, e furono individuate negli anni Ottanta del secolo scorso per opera di Reimo Lunz nella zona palustre di Hochmoos, poco distante da malga Nemes (Sesto, BZ). Ma i primi rinvenimenti in Comelico risalgono al 1998, quando in Val Visdende vennero rinvenute delle selci lavorate, seguite negli anni 2000 dal rinvenimento di industria litica lungo la dorsale Spina-Quaternà. Fig. 1 -Distribuzione dei siti. In giallo quelli genericamente indicati come mesolitici, in rosso quelli del mesol...