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Post 237 - (Altri) pesci tropicali delle Dolomiti

  Sì, ma chiaramente fossile! E la cosa più incredibile è che la stessa specie è stata trovata… anche in Cina! Localizzazione del sito del Pelsa Si chiama Thoracopterus wushaensis e questa specie era già stata scoperta e descritta da Tintori et al. (2012) nella famosa fauna di Xingyi (sudovest della Cina), tra le caratteristiche colline carsiche coperte da verdi foreste. La grande novità? È stata trovata anche nel sito fossilifero di Pelsa/Vazzoler, nelle Dolomiti agordine, che abbiamo già conosciuto nel post 223 sui “Pesci tropicali delle Dolomiti”.   Thoracopterus wushaensis Tintori et al., 2012, esemplare MGP-PD 33418a, b dal sito di Pelsa/Vazzoler; parte posteriore del corpo, la testa è mancante  (A) Il campione dopo la preparazione. (B) Controparte subito dopo la spaccatura della lastra. Barre di scala: 10 mm. Abbreviazioni: afr: radiali della pinna anale; cfv: lobo ventrale della pinna caudale; cse.r: scaglie caudali destre, lato esterno; csi.l: scaglie caudali sin...
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Post 237 - La battaglia di Longarone: Rommel all’attacco!

  Fra il 9 e il 10 novembre del 1917, all’indomani dello sfondamento del fronte italiano a Caporetto, si consuma nelle zone di Longarone una battaglia decisiva per le truppe austro-ungariche e tedesche, lanciate all’assalto delle colonne italiane in ritirata.  Uno dei protagonisti di questa vicenda sarebbe poi passato alla storia, nel Secondo conflitto mondiale, come la Volpe del Deserto. Stiamo parlando di Erwin Rommel, futuro Feldmaresciallo del Terzo Reich.  Al momento della battaglia di Longarone, tuttavia, Rommel è un tenente di quasi 26 anni al comando di un distaccamento del Battaglione da montagna del Württemberg ( Württembergisches Gebirgs Bataillon ), comandato dal maggiore Theodor Sproesser e facente parte di una delle divisioni tedesche inviate a supporto delle truppe austro-ungariche sul fronte italiano. Tra il 1914 e il 1917 Rommel, dimostrandosi un abile soldato e comandante, si era distinto assieme ai suoi uomini in azioni sul campo di battaglia nel fronte...

Post 236 - Sovramonte come microcosmo alpino: leggende e geografie del meraviglioso.

  Nel dibattito antropologico contemporaneo, il paesaggio è sempre meno concepito come un semplice sfondo naturale dell’agire umano e sempre più come una costruzione culturale complessa, modellata dall’interazione continua tra ambiente, pratiche sociali, memorie e narrazioni. Montagne, boschi, vallate e sentieri non si configurano soltanto come elementi fisici, ma come spazi densi di significati, nei quali le comunità iscrivono esperienze, paure, credenze e rappresentazioni simboliche, contribuendo a definire il proprio rapporto con il mondo circostante [1] .  Prendendo in considerazione questa prospettiva, il paesaggio può essere letto come uno spazio socialmente costruito, sul quale si stratificano sacro e profano, ordine e disordine, visibile e invisibile. Prenderemo in esame il caso di Servo di Sovramonte, piccolo paese della provincia di Belluno situato ai piedi delle Dolomiti Feltrine. Fino a buona parte del Novecento, Servo ha conservato le caratteristiche di una microc...