Chi, in terra bellunese, non ha mai sentito menzionare almeno una volta il nome di Andrea Brustolon? Che sia per ragioni storico-artistiche o per motivi più concreti e scolastici, la sua figura continua a essere evocata come quella di uno dei grandi artisti che hanno contribuito a dare visibilità al Bellunese ben oltre i suoi confini. Proprio per questo è necessario chiarire fin da subito un aspetto fondamentale del suo percorso. Foto 1: Andrea Brustolon, Altare delle Anime, 1685, legno di cirmolo con foglia d’oro e pigmenti, Pieve di Zoldo, chiesa di San Floriano. Il successo e la piena affermazione di Brustolon non possono infatti essere compresi se limitati a una prospettiva esclusivamente locale. Nonostante una produzione vastissima sul piano quantitativo e costantemente elevata sotto il profilo qualitativo, fu soprattutto il sistema delle committenze private veneziane a garantirgli una fortuna duratura nel corso della carriera. È lecito ipotizzare che, qualora la sua attivit...
Visto che siamo nel pieno dell’inverno, abbiamo pensato che, logicamente, fosse proprio il momento adatto per trattare della parola “primavera”. Tutte le varianti ladine hanno una etimologia comune: la forma latino-volgare ricostruita *EX(I)UTAM, “uscita”, chiaramente nel senso di “uscita dalla cattiva stagione, dall’inverno”. A partire da questa forma sono avvenuti due fenomeni fonetici che chi ha letto i precedenti post di questa rubrica conosce già bene: la caduta di -M finale dell’accusativo latino, e la sonorizzazione dell’occlusiva -T-, trovandosi questa tra due vocali (chi non li avesse letti li può sempre recuperare sulla nostra pagina). Inoltre, il nesso -CS- rappresentato dalla lettera X, che altro non è se non l’unione dei due suoni [k] (C dura di ‘casa’) e [s] (S di ‘silenzio’), si è semplificato perdendo il suono [k]. La vocale iniziale E- si è evoluta in I- per poi prendere ramificazioni diverse. In un primo gruppo di varianti, è probabile che la parola ...