Non è semplice ricostruire le tracce romane dell’altopiano sovramontino, situato geograficamente all’estremità occidentale della provincia di Belluno, causa la scarsità degli scavi archeologici condotti fino ad oggi e la limitata produzione scientifica che ne è conseguita. Tuttavia, alcune tracce sono emerse nel corso del tempo: tra queste spicca una sepoltura, rinvenuta nel corso degli anni ’50 del secolo scorso, nel contesto dei lavori di ampliamento della strada principale che collega le frazioni sovramontine di Servo e Sorriva. Foto 1: cartina tratta dall’opera di A. Alpago Novello, con indicazione della località Murada Siamo in località La Murada (o Casa Murada), dove nel 1957 vennero alla luce alcune sepolture: tra tutte particolarmente affascinante un’urna cineraria, in pietra tufacea, con una copertura a incastro; fu inoltre rinvenuta una lastra con un’iscrizione. [1] In prossimità di questa tomba furono scoperti anche altri oggetti, appartenenti a quello che venne allora ...
Chiunque abbia passeggiato per il centro di Cortina d’Ampezzo ha in mente l’immagine familiare di un edificio dipinto di giallo e adornato di numerosi stemmi; molti ne ricordano anche il nome: Comun vecio, o Municipio vecchio, ma pochi ne conoscono la storia. Una “ domus comunis Ampicii ” è documentata a partire dal 1232, ma non è chiaro dove fosse ubicata. Ciò che è certo è che col tempo essa era diventata troppo angusta, tanto che nel 1668 il Consiglio comunale si riuniva nella “ stua ” di Caterina Ghedini. Già l’anno prima era stato deliberato di comprare o costruire una nuova sede, e nel 1669, alla morte della Ghedini, ne venne acquistata la casa, che però non è sicuro si trovasse nella posizione dell’attuale palazzo. Le certezze iniziano con la fine del Settecento, quando le prime mappe e l’introduzione del catasto ci permettono di avere un’immagine piuttosto precisa dell’aspetto del paese. Nel 1775, in corrispondenza dell’attuale Comun vecio, esistevano in realtà tre edific...