A partire dagli anni Venti, su spinta del regime fascista, Cortina d’Ampezzo inizia a ospitare eventi sportivi di grande rilevanza. Nel periodo tra le due guerre mondiali vi si svolgono varie edizioni dei campionati italiani di sci di fondo, discesa, bob, salto con gli sci, ma anche competizioni di rango internazionale, come i mondiali di sci nordico del 1927 e quelli di sci alpino del 1932. Nel 1941 tornano in Ampezzo entrambi i campionati, che vengono però annullati dalla Federazione internazionale sci (FIS) nel 1946, per aver visto la partecipazione dei soli Stati che non erano in guerra contro l’Italia o i suoi alleati. I tempi sono maturi per puntare alle Olimpiadi, e così, su iniziativa di Alberto Bonacossa — grande sostenitore anche delle due successive candidature —, Cortina d’Ampezzo si propone per ospitare i Giochi invernali del 1944. Alla sessione del CIO del 1939 le vengono effettivamente assegnati, ma, a causa del perdurare del conflitto bellico, l’edizione viene can...
Chi, in terra bellunese, non ha mai sentito menzionare almeno una volta il nome di Andrea Brustolon? Che sia per ragioni storico-artistiche o per motivi più concreti e scolastici, la sua figura continua a essere evocata come quella di uno dei grandi artisti che hanno contribuito a dare visibilità al Bellunese ben oltre i suoi confini. Proprio per questo è necessario chiarire fin da subito un aspetto fondamentale del suo percorso. Foto 1: Andrea Brustolon, Altare delle Anime, 1685, legno di cirmolo con foglia d’oro e pigmenti, Pieve di Zoldo, chiesa di San Floriano. Il successo e la piena affermazione di Brustolon non possono infatti essere compresi se limitati a una prospettiva esclusivamente locale. Nonostante una produzione vastissima sul piano quantitativo e costantemente elevata sotto il profilo qualitativo, fu soprattutto il sistema delle committenze private veneziane a garantirgli una fortuna duratura nel corso della carriera. È lecito ipotizzare che, qualora la sua attivit...