Il macabro, la morte, l’inquietante non attirano solo noi contemporanei, ma hanno sempre esercitato un oscuro fascino sugli esseri umani. I trattati di Età antica sono pieni di mostri e deformità, le danze macabre medievali di scheletri e demoni, le Wunderkammer di Età moderna di mirabilia naturali e artificiali, per non parlare dei miti e delle leggende di ogni tempo e luogo. Non stupisce, quindi, che nei testi del passato particolare attenzione fosse riservata alla descrizione di stranezze varie, possibilmente tenebrose o impressionanti. Può invece sorprendere che di stranezze del genere si sia parlato, per secoli, anche nelle Dolomiti. La nostra storia inizia a fine ‘400, nel monastero tedesco di Ulma, dove il frate domenicano Felix Schmid – o Felix Fabri, alla latina – inizia un lungo pellegrinaggio alla volta della Palestina. Dopo mesi di viaggio, descritti minuziosamente nel suo resoconto – l’ Evagatorium in Terrae sanctae, Arabiae et Egypti – volge i suoi passi verso ca...
Il campanile del duomo di Belluno (fig. 1) rappresenta uno dei prodotti architettonici più pregevoli, a livello provinciale, di tutto il Settecento. Il motivo? La mano, dietro al suo disegno, del più importante architetto operante nell’Italia del XVIII secolo. Edificio del primo Cinquecento, il duomo bellunese era rimasto, fino ai principi del XVIII secolo, privo di campanile. Di certo non avevano giovato all’impresa calamità naturali, quale il terremoto che nel 1695 sconquassò la città e che lasciò mutili numerosi monumenti, non ultima la cattedrale. L’idea di edificare una torre campanaria per la chiesa – nonostante immaginiamo fosse nelle intenzioni di numerosi vescovi – trovò effettiva realizzazione soltanto nel 1732, grazie all’interessamento di Gaetano Zuanelli, a capo della diocesi tra il 1730 e il 1736. Nonostante i pochi anni di incarico, egli si seppe far valere per la qualità delle proprie iniziative. Originario di Venezia, Zuanelli aveva soggiornato a Torino, presso l...