Parlare di archeologia preistorica nel Bellunese, come ormai avrete visto dai vari post passati, risulta difficile, non tanto per la complessità dei dati,bensì per le evidenze spesso indagate solo a livello della superficie. Anche per i siti di cui parleremo in questo post, inseriti in un contesto di alta montagna, le evidenze sono state localizzate e analizzate grazie ai ritrovamenti fatti in superficie. Le prime evidenze di reperti preistorici nell’areale provengono dal versante sudtirolese, e furono individuate negli anni Ottanta del secolo scorso per opera di Reimo Lunz nella zona palustre di Hochmoos, poco distante da malga Nemes (Sesto, BZ). Ma i primi rinvenimenti in Comelico risalgono al 1998, quando in Val Visdende vennero rinvenute delle selci lavorate, seguite negli anni 2000 dal rinvenimento di industria litica lungo la dorsale Spina-Quaternà. Fig. 1 -Distribuzione dei siti. In giallo quelli genericamente indicati come mesolitici, in rosso quelli del mesol...
Mai visto questo uccellino in giro? Probabilmente sì, è molto diffuso e frequenta volentieri orti e giardini. Fa parte della famiglia delle cince (Paridi), come la cinciarella e la cincia dal ciuffo. Oggi vorremmo vedere come si chiama nei vari idiomi della provincia, perché si tratta di una parola molto curiosa. L’etimologia di questa parola è il termine latino PARRA, un uccello non meglio identificato (forse l’upupa o la civetta?) considerato di malaugurio. A questo è stato aggiunto il suffisso -UCEOLA, composto di due suffissi, che in italiano corrispondono a: il vezzeggiativo -uccio, per esempio nella parole ‘casuccia’, ‘cantuccio’ il diminutivo -olo, come in ‘figliolo’, ‘bestiola’ PARRUCEOLA(M) quindi (con la solita -M finale dell’accusativo che cade). Dunque… Ci siamo cacciati un po’ nei guai con le nostre mani, scegliendo di trattare questo termine, perché la spiegazione di come si sia evoluto per molti aspetti non è del tutto chiara. Però secondo noi è interessante per d...