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C11 - Il Comun vecio a Cortina d’Ampezzo

  Chiunque abbia passeggiato per il centro di Cortina d’Ampezzo ha in mente l’immagine familiare di un edificio dipinto di giallo e adornato di numerosi stemmi; molti ne ricordano anche il nome: Comun vecio, o Municipio vecchio, ma pochi ne conoscono la storia. Una “ domus comunis Ampicii ” è documentata a partire dal 1232, ma non è chiaro dove fosse ubicata. Ciò che è certo è che col tempo essa era diventata troppo angusta, tanto che nel 1668 il Consiglio comunale si riuniva nella “ stua ” di Caterina Ghedini. Già l’anno prima era stato deliberato di comprare o costruire una nuova sede, e nel 1669, alla morte della Ghedini, ne venne acquistata la casa, che però non è sicuro si trovasse nella posizione dell’attuale palazzo. Le certezze iniziano con la fine del Settecento, quando le prime mappe e l’introduzione del catasto ci permettono di avere un’immagine piuttosto precisa dell’aspetto del paese. Nel 1775, in corrispondenza dell’attuale Comun vecio, esistevano in realtà tre edific...
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Post 244 - Comelico preistorico: la frontiera mesolitica

  Parlare di archeologia preistorica nel Bellunese, come ormai avrete visto dai vari post passati,  risulta difficile, non tanto per la complessità dei dati,bensì per le evidenze spesso indagate solo a livello della superficie. Anche per i siti di cui parleremo in questo post, inseriti in un contesto di alta montagna, le evidenze sono state localizzate e analizzate grazie ai ritrovamenti fatti in superficie. Le prime evidenze di reperti preistorici nell’areale provengono dal versante sudtirolese, e furono individuate negli anni Ottanta del secolo scorso per opera di Reimo Lunz nella zona palustre di Hochmoos, poco distante da malga Nemes (Sesto, BZ). Ma i primi rinvenimenti in Comelico risalgono al 1998, quando in Val Visdende vennero rinvenute delle selci lavorate, seguite negli anni  2000 dal rinvenimento di industria litica lungo la dorsale Spina-Quaternà. Fig. 1 -Distribuzione dei siti. In giallo quelli genericamente indicati come mesolitici, in rosso quelli del mesol...

Post 243 - Cinciallegra

  Mai visto questo uccellino in giro? Probabilmente sì, è molto diffuso e frequenta volentieri orti e giardini. Fa parte della famiglia delle cince (Paridi), come la cinciarella e la cincia dal ciuffo. Oggi vorremmo vedere come si chiama nei vari idiomi della provincia, perché si tratta di una parola molto curiosa. L’etimologia di questa parola è il termine latino PARRA, un uccello non meglio identificato (forse l’upupa o la civetta?) considerato di malaugurio. A questo è stato aggiunto il suffisso -UCEOLA, composto di due suffissi, che in italiano corrispondono a: il vezzeggiativo -uccio, per esempio nella parole ‘casuccia’, ‘cantuccio’ il diminutivo -olo, come in ‘figliolo’, ‘bestiola’ PARRUCEOLA(M) quindi (con la solita -M finale dell’accusativo che cade). Dunque… Ci siamo cacciati un po’ nei guai con le nostre mani, scegliendo di trattare questo termine, perché la spiegazione di come si sia evoluto per molti aspetti non è del tutto chiara. Però secondo noi è interessante per d...

Post 242 - Il mondo nascosto dei Piani Eterni

  Quando negli anni Settanta si iniziò a pensare alla creazione di un parco nazionale (vedasi post n. 167), si era coscienti della vastissima diversità di specie animali e vegetali presenti nel Bellunese.[1] La loro importanza era in primis ecologica, ma anche culturale, in quanto simboli di una società montana che necessitava di essere protetta e conservata. La superficie finale del parco fu estesa a un totale di 31.500 ettari e comprendeva nel suo territorio, oltre agli ambienti naturali come le montagne, i torrenti, le gole e le pozze, anche ambienti antropizzati o modellati dall’uomo, come i boschi e i pascoli. Questa varietà di habitat permetteva così di includere le specie più diversificate, alcune delle quali endemiche, ovvero esistenti esclusivamente nel Bellunese. Un esempio di habitat fortemente conservato sono i Piani Eterni, o meglio, ciò che vi sta sotto. I Piani Eterni sono un altopiano di 14 chilometri quadrati che si sviluppa tra 1.700 e 1.900 metri s.l.m., situato ...