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Post 249 - Le famosissime mummie d’Ampezzo

  Il macabro, la morte, l’inquietante non attirano solo noi contemporanei, ma hanno sempre esercitato un oscuro fascino sugli esseri umani. I trattati di Età antica sono pieni di mostri e deformità, le danze macabre medievali di scheletri e demoni, le Wunderkammer di Età moderna di mirabilia naturali e artificiali, per non parlare dei miti e delle leggende di ogni tempo e luogo. Non stupisce, quindi, che nei testi del passato particolare attenzione fosse riservata alla descrizione di stranezze varie, possibilmente tenebrose o impressionanti. Può invece sorprendere che di stranezze del genere si sia parlato, per secoli, anche nelle Dolomiti. La nostra storia inizia a fine ‘400, nel monastero tedesco di Ulma, dove il frate domenicano Felix Schmid – o Felix Fabri, alla latina – inizia un lungo pellegrinaggio alla volta della Palestina. Dopo mesi di viaggio, descritti minuziosamente nel suo resoconto – l’ Evagatorium in Terrae sanctae, Arabiae et Egypti – volge i suoi passi verso ca...
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Post 248 - Un campanile per Belluno

  Il campanile del duomo di Belluno (fig. 1) rappresenta uno dei prodotti architettonici più pregevoli, a livello provinciale, di tutto il Settecento. Il motivo? La mano, dietro al suo disegno, del più importante architetto operante nell’Italia del XVIII secolo. Edificio del primo Cinquecento, il duomo bellunese era rimasto, fino ai principi del XVIII secolo, privo di campanile. Di certo non avevano giovato all’impresa calamità naturali, quale il terremoto che nel 1695 sconquassò la città e che lasciò mutili numerosi monumenti, non ultima la cattedrale. L’idea di edificare una torre campanaria per la chiesa – nonostante immaginiamo fosse nelle intenzioni di numerosi vescovi – trovò effettiva realizzazione soltanto nel 1732, grazie all’interessamento di Gaetano Zuanelli, a capo della diocesi tra il 1730 e il 1736. Nonostante i pochi anni di incarico, egli si seppe far valere per la qualità delle proprie iniziative. Originario di Venezia, Zuanelli aveva soggiornato a Torino, presso l...

Post 247 - Guido Rossa, alpinista

  Alle 7.20 del 24 gennaio 1979 Sabina, come ogni mattina, esce di casa per andare a scuola. Passa accanto alla macchina di suo padre, accostata sul bordo della strada. Niente di strano, le capita spesso, e poi è ancora buio. A scuola però, poco dopo l’inizio della lezione, viene presa da parte: «è successo qualcosa a tuo padre» le dicono. Rientra a casa, rivede la macchina circondata da una piccola folla. Dentro, accasciato di lato sul volante e con le gambe distese sul sedile del lato passeggero quasi in un gesto estremo di difesa c’è suo padre, Guido Rossa. Foto 1: 24 gennaio 1979: il corpo di Guido Rossa viene trovato a bordo della sua automobile. Nella turbolenta storia della Prima Repubblica, la vicenda di Guido Rossa è tristemente nota. Operaio dell’Italsider di Genova – una tra le più importanti industrie siderurgiche dell’epoca – scelse di impegnarsi per il miglioramento delle condizioni lavorative dei suoi colleghi, prima iscrivendosi al Partito Comunista, poi facendosi e...