Passa ai contenuti principali

Post 246 - Rastrellamento in Cansiglio

 


I comandi americani il 15 agosto 1944 danno il via, sul fronte occidentale, all’operazione “Anvil”, ribattezzata poi “Dragoon”, per conquistare i porti della Francia meridionale. Questa decisione strategica indebolì il fronte italiano, privandolo di sette divisioni di fanteria e portando le forze alleate in inferiorità numerica rispetto a quelle tedesche.
I nazisti approfittarono di questa debolezza per riprendersi parte del territorio italiano. Il comandante supremo delle forze tedesche in Italia, Kesselring, proclamò la settimana di lotta alle bande partigiana dal 8 al 14 ottobre 1944, tuttavia in Veneto i rastrellamenti erano cominciati già a settembre:

  • Operazione “Hannover”, Altopiano di Asiago (5 settembre)

  • Operazione “Pauke”, monti Lessini orientali (9-12 settembre)

  • Altopiano del Cansiglio (8-15 settembre)

  • Operazione “Piave”, monte Grappa (19-29 settembre) e Vette feltrine (1-10 ottobre)


Un’informativa del CLN di Vittorio Veneto parla di movimenti di truppe già il 2 agosto con uomini accompagnati da mezzi corazzati, autoblindi e carri armati tra Crespano, Nervesa e Fregona. Inoltre, ad aprile, era stata sequestrata a un ufficiale tedesco una cartina che riportava le direttrici dell'attacco verso l’altopiano.


I partigiani si sentivano rassicurati dall’inaccessibiltà del Cansiglio, come testimonia “Pagnoca”,  il comandante del gruppo Brigate “Vittorio Veneto”, in una lettera al Comando Garibaldi del Friuli: «nessuna infiltrazione dalla parte dell’alto Tambre può avvenire, in quanto la zona è bloccata da forze nostre e rigidamente controllata, così pure sotto il nostro controllo militare la parte boschiva del Cansiglio a sud di Col Maior». [1]


Foto 1: BRESCACIN, Pier Paolo, Assalto al Cansiglio. Il grande rastrellamento tedesco di fine estate 1944 sull’Altopiano (8-10 settembre), Vittorio Veneto, 2017, p. 86



Le forze coinvolte negli scontri sull’altopiano erano equivalenti per numero di uomini, intorno ai 2.000, ma non per armamenti. I combattenti partigiani erano dotati di armi leggere, due o tre mitragliatrici e munizioni contate. Le forze nazifasciste disponevano di mezzi corazzati, , mortai, artiglieria pesante e munizioni in abbondanza, oltre che di apparati logistici e aerei da ricognizione.


Le forze nazifasciste misero in atto un piano basato sulla tattica del martello e dell’incudine, attaccando su due lati i partigiani in modo da spingerli verso un terzo lato dove avrebbero trovato un terzo corpo appostato a bloccarli

8 settembre: l'attacco ebbe inizio in prossimità dell'osteria di Pian della Spina dove i tedeschi attaccarono la compagnia partigiana del battaglione "De Luca" della brigata "Cairoli" e bombardarono con l'artiglieria la zona di Mezzomiglio e l'area del Pizzoc. Inoltre si verificarono due attacchi lungo la provinciale 422 verso Campon.

9 settembre: i tedeschi conquistarono il monte Croce, ma al termine della giornata le forze partigiane cacciarono i nemici da tutte le altre zone dell'altopiano del Cansiglio, escluso il Doel. Tuttavia il cedimento psicologico cominciava a fare breccia nei partigiani   a causa della scarsa attitudine a sopportare uno scontro frontale prolungato, per di più con mezzi così impari.

Al termine della giornata, il 9 settembre, il comando di divisione optò per il ripiegamento. L'ordine venne stilato alle 19:30 e si decise di abbandonare le posizioni tenute e ricongiungere tutte le formazioni in località Candaglia. 

Il 10 settembre, all’1:00 del mattino,il comando emanò un secondo ordine in cui si disponevalo sganciamento, indicando alle forze partigiane di filtrare a piccoli gruppi tra i nemici in modo da poter raggiungere la pianura e sfuggire alle forze tedesche.

La ritirata seguì precise direttrici basate sulla posizione occupata dalle formazioni. I tedeschi scesero nell'altopiano dal Pizzoc, da Crosetta e dall'Alpago la sera del 10 settembre, cominciando a perlustrare gli edifici della piana.

L'11 settembre cominciarono invece l'ispezione dei boschi. In questa occasione fu distrutto l'albergo San Marco e altri edifici della piana vennero incendiati dai tedeschi per la frustrazione dei rastrellamenti andati a vuoto.

Foto 2: Pian Cansiglio, compagnia comando Divisione "Nino Nannetti"

https://binp.regione.veneto.it/SebinaOpac/resource/pian-cansiglio-compagnia-comando-divisione-nino-nannetti/VIA01795534


Non esiste un bilancio certo dei caduti in queste giornate di settembre sulla piana del Cansiglio, ma secondo la ricostruzione dello storico Brescacin la cifra ammonterebbe a 31 uomini di cui 9 uccisi in combattimento, 2 deceduti per ferite precedentemente ricevute, 6 dispersi e 14 catturati e fucilati dai tedeschi mentre tentavano di fuggire in pianura.

Inoltre, i tedeschi decisero di sequestrare le mandrie di mucche, cavalli e pecore che si trovavano in alpeggio, si ipotizza circa un migliaio di animali. 

Questo ovviamente ebbe un impatto drammatico sulla popolazione e sull'economia della piana, già provata dalle requisizioni della Repubblica di Salò. Infatti, nel periodo successivo al rastrellamento del Cansiglio, vennero a mancare anche beni di prima necessità come latte, formaggio e farina.


NOTE

[1]: BRESCACIN, Pier Paolo, Assalto al Cansiglio. Il grande rastrellamento tedesco di fine estate 1944 sull’Altopiano (8-10 settembre), Vittorio Veneto, 2017, p. 54).


Commenti

Post popolari in questo blog

Post 228 - I tanti nomi di Cortina d’Ampezzo

  La conca ampezzana è da secoli incastonata tra l’area romanza e quella tedesca, al centro della variegata realtà ladina. Oltre a questo, dopo una lunga storia incentrata sull’agricoltura e l’artigianato, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento ha vissuto un vertiginoso sviluppo del settore turistico. Questa ricchezza di influenze diverse, vicine e lontane, si riflette non solo sulla sua complessa identità, ma anche sulla varietà di nomi e soprannomi, con cui è – o è stata – conosciuta. Foto 1: Il territorio di “Ampezzo oder Hayden” nell’ Atlas Tyrolensis di Peter Anich e Blasius Hueber (1774) Ampezzo (in italiano) o Anpezo (in ladino ampezzano) È il nome originario del paese nella sua interezza, comprende i numerosi villaggi della conca ampezzana (es. Alverà, Chiave, Cortina, Mortisa, Ronco) e tutto il suo territorio (i boschi, i prati, le montagne). Per questo ‘Ampezzo’ è stata la denominazione del comune fino al 1923, mentre ‘Anpezo’ è il nome ufficiale in lingua ladina. Co...

Post 220 - Storia (breve) di Cortina d'Ampezzo

  I secoli più antichi della storia d’Ampezzo sono avvolti nel mistero, e i pochi indizi che abbiamo sono troppo incerti per poter delineare un quadro sicuro. La prima menzione di Ampicium compare in una pergamena del 1156, e non abbiamo dati archeologici certi antecedenti al Basso Medioevo. Questo non significa che fino a quel momento la conca non fosse abitata – o perlomeno frequentata –, ma, semplicemente, qualsiasi ricostruzione al riguardo, in base ai dati attuali, resta nel campo delle ipotesi. Foto 1: La prima pergamena in cui si nomina il “territorium de Ampicio”. A partire dal Duecento le fonti ci permettono di ricostruire un quadro più preciso. Ampezzo faceva parte del Cadore, ed erano già diffuse le “Regole”: delle istituzioni – ancora esistenti – formate dalle famiglie originarie del luogo, finalizzate alla gestione collettiva delle risorse naturali, come boschi e  pascoli. Il Cadore, già dominio feudale dei conti di Collalto e Da Camino, si costituisce in libera ...

Post 203 - Il Carnevale di Comelico Superiore

  Negli anni recenti il Carnevale in Comelico per molti è diventato una cosa quasi sacra: la preparazione, la vestizione, i riti della giornata sono ritenuti necessari e codificati. Guai se il Matazin si siede durante la festa in piazza, non esiste che a Dosoledo la calotta venga assemblata con le punte come a Casamazzagno e Candide, e ancora tante piccole cose che rendono la giornata complicata e magica. Durante la mia ricerca nel mondo dei carnevali europei ho scoperto che in realtà forse sarebbe meglio parlare di una nuova ritualizzazione dei carnevali. Foto 1:  L’arrivo della sfilata nel carnevale di Santa Plonia a Dosoledo Ma prima partiamo dalla definizione del termine. Oggi il Carnevale si caratterizza per raccogliere una serie di usanze e di pratiche comprese nel periodo tra Epiania e Quaresima.  Ma già si riscontrano dei problemi con l’inizio di detto periodo, dal 7 gennaio è Carnevale? O comincia dopo il 17, giorno di Sant’Antonio Abate? Inoltre qualcuno ha mai ...