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Post 228 - I tanti nomi di Cortina d’Ampezzo

 


La conca ampezzana è da secoli incastonata tra l’area romanza e quella tedesca, al centro della variegata realtà ladina. Oltre a questo, dopo una lunga storia incentrata sull’agricoltura e l’artigianato, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento ha vissuto un vertiginoso sviluppo del settore turistico.

Questa ricchezza di influenze diverse, vicine e lontane, si riflette non solo sulla sua complessa identità, ma anche sulla varietà di nomi e soprannomi, con cui è – o è stata – conosciuta.


Foto 1: Il territorio di “Ampezzo oder Hayden” nell’Atlas Tyrolensis di Peter Anich e Blasius Hueber (1774)

Ampezzo (in italiano) o Anpezo (in ladino ampezzano)

È il nome originario del paese nella sua interezza, comprende i numerosi villaggi della conca ampezzana (es. Alverà, Chiave, Cortina, Mortisa, Ronco) e tutto il suo territorio (i boschi, i prati, le montagne).

Per questo ‘Ampezzo’ è stata la denominazione del comune fino al 1923, mentre ‘Anpezo’ è il nome ufficiale in lingua ladina. Come vedremo, l’attuale ‘Cortina d’Ampezzo’ si collega invece al villaggio-capoluogo della valle.

In altre valli ladine sono usate delle varianti del toponimo (es. ‘Anpeze’ [1] in alcune parti del Cadore e ‘Ampëz’ in badiotto), e per gli amanti del latinorum esiste anche la versione latina: ‘Ampicium’ (o ‘Ampitium’ e varianti).

L’origine del nome Ampezzo/Anpezo è ancora molto dibattuta tra gli studiosi. La tesi più condivisa indica una radice prelatina *amp-/*amb-, che si ritroverebbe nel nome di varie piante arbustive. Sarebbe la stessa radice dell’italiano ‘lampone’, ma anche delle parole ladine (es. comelicense ‘ampiadés’ [2], agordino ‘àmbie’) che indicano l’ontano alpino. Non godono invece di particolare favore le tesi – diffuse un tempo – che collegano il toponimo al latino ‘amplium’ (‘ampio’) o ‘ad piceum’/’in piceum’ (‘presso l’abete’).

Qualche dritta su come usare al meglio ‘Ampezzo/Anpezo’:

  • la pronuncia locale è ‘Ampézzo’ (o ‘Anpézo’), con la ‘é’ chiusa come in ‘perché’. Spesso si sente dire ‘Ampèzzo’, con la ‘è’ aperta, ma è un errore, forse dovuto all’attrazione della parola ‘pezzo’;

  • contro le regole dell’italiano, si preferisce la preposizione ‘in’ piuttosto che ‘a(d)’ (es. “Vado/abito in Ampezzo”, anziché “Vado/abito ad Ampezzo”). Questa particolarità peraltro non è isolata, a livello locale (es. “in Auronzo”, “in Agordo”), ed emerge anche altrove in Italia (es. “in Ancona”).

Cortina (d’Ampezzo)

Il toponimo ‘Cortina’ indica una parte specifica di Ampezzo, cioè il villaggio al centro della valle, dove si concentrano buona parte della vita pubblica (feste, manifestazioni) e delle istituzioni (Comune, parrocchia) del paese.

L’indicazione ‘Curtina Ampitii’ compare per la prima volta nel 1317, più tardi di quella di altri villaggi ampezzani (es. Crignes è menzionato già nel 1214, Salieto nel 1234, Pecol nel 1260 [3]), e resta secondaria fino al Novecento. Acquista improvvisamente importanza nel 1923, quando il regime fascista decide che la località ha bisogno di un rebranding patriottico, e – oltre ad annetterla alla Provincia di Belluno – cambia la denominazione del comune in ‘Cortina d’Ampezzo’.

Il toponimo probabilmente nasce tra il XII e il XIV secolo, quando ‘cortina’ era una parola di uso comune, molto diffusa nell’Italia centro-settentrionale, che indicava originariamente il muro di cinta che circondava una chiesa. Nei documenti medievali dell'area cadorina si parla spesso di ‘cortine’ (es. “cortina Sancti Viti de Cadubrio” nel 1363, o “cortina Sancti Martini” a Vigo nel 1176 [4]), e anche la prima menzione di una ‘cortina Sancti Jacobi’ ampezzana (1267) [5] si riferisce probabilmente non ancora a un villaggio, ma proprio alla cinta della chiesa.

Per questo motivo ancora oggi in alcune varietà ladine e friulane ‘cortina’ o ‘curtina’ significa ‘cimitero’, e per la stessa ragione – oltre a quella d’Ampezzo – esistono numerose altre località con lo stesso nome, come Cortina sulla Strada del Vino (BZ), Cortina San Nicolò (AN), Cortina di Vermiglio (TN).

Hayden (o Heiden e varianti)

È il nome tedesco di Ampezzo, oggi desueto, ma diffuso almeno dal Trecento e fino a inizio Novecento.

Visto che ‘Heiden’ vuol dire ‘pagani’, in passato qualcuno pensava che il nome fosse stato dato in tempi antichi dai pusteresi, perché gli ampezzani – al contrario loro – ancora non si erano convertiti al cristianesimo. ‘Heide’ però vuol dire anche ‘brughiera, prateria’, e probabilmente l’origine del nome è da ricondurre a questo significato. Una conferma indiretta ci arriva da un frate tedesco, che, nel 1484, riferendosi ad Ampezzo, lo traduce in latino come ‘Pratinum’ o ‘ad Prata’ [6]!

Regina delle Dolomiti

Con l’ascesa del turismo, al nostro paese è stato assegnato anche un soprannome: ‘Regina delle Dolomiti’, oggi condiviso (o conteso) con la Marmolada.

L’uso più antico del titolo pare sia collegato proprio alla vetta, che viene chiamata così almeno dagli anni ‘70 dell’Ottocento. Per trovare le prime attestazioni regali della conca ampezzana bisogna invece aspettare la conquista italiana e la promozione turistica di epoca fascista.

Talvolta viene usato anche il soprannome ‘Perla delle Dolomiti’, che è però più consolidato per la località auronzana di Misurina.

NOTE

[1] La ‘z’ va pronunciata come ‘th’ nell’inglese ‘think’.

[2] Da pronunciarsi con la ‘d’ come ‘th’ nell’inglese ‘this’.

[3] G. RICHEBUONO, Storia d’Ampezzo, Cortina d’Ampezzo, 2008, p. 83.

[4] P. ALVERÀ, Cronaca di Ampezzo nel Tirolo, Cortina d’Ampezzo, 2002, p. 296.

[5] G. RICHEBUONO, Storia d’Ampezzo, cit., p. 83.

[6] Il frate è Felix Schmid, o – alla latina – ‘Felix Faber’ o ‘Fabri’ (Zurigo, 1435 ca. – Ulma, 1502), e i toponimi sono riportati in P. ALVERÀ, Cronaca di Ampezzo nel Tirolo, cit., p. 296..

BIBLIOGRAFIA

P. ALVERÀ, Cronaca di Ampezzo nel Tirolo, Cortina d’Ampezzo, 2002.

A. FADELLI, Cortina e centa nella toponimia fra Livenza e Tagliamento, in Atti del Terzo Convegno di Toponomastica Friulana (Gorizia / Nova Gorica, 7 - 9 novembre 2019), a cura di E. CAFFARELLI e F. FINCO, Udine, 2021, pp. 151-172.

G. RICHEBUONO, Storia d’Ampezzo, Cortina d’Ampezzo, 2008.

M. T. VIGOLO, Glossario del cadorino antico, Udine-Belluno, 2012.


SITOGRAFIA

Dizionario italiano multimediale e multilingue d’ortografia e di pronunzia, in https://www.dizionario.rai.it/p.aspx?nID=apertura, consultato l’ultima volta il 23 ottobre 2025.

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