La conca ampezzana è da secoli incastonata tra l’area romanza e quella tedesca, al centro della variegata realtà ladina. Oltre a questo, dopo una lunga storia incentrata sull’agricoltura e l’artigianato, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento ha vissuto un vertiginoso sviluppo del settore turistico.
Questa ricchezza di influenze diverse, vicine e lontane, si riflette non solo sulla sua complessa identità, ma anche sulla varietà di nomi e soprannomi, con cui è – o è stata – conosciuta.
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| Foto 1: Il territorio di “Ampezzo oder Hayden” nell’Atlas Tyrolensis di Peter Anich e Blasius Hueber (1774) |
Ampezzo (in italiano) o Anpezo (in ladino ampezzano)
È il nome originario del paese nella sua interezza, comprende i numerosi villaggi della conca ampezzana (es. Alverà, Chiave, Cortina, Mortisa, Ronco) e tutto il suo territorio (i boschi, i prati, le montagne).
Per questo ‘Ampezzo’ è stata la denominazione del comune fino al 1923, mentre ‘Anpezo’ è il nome ufficiale in lingua ladina. Come vedremo, l’attuale ‘Cortina d’Ampezzo’ si collega invece al villaggio-capoluogo della valle.
In altre valli ladine sono usate delle varianti del toponimo (es. ‘Anpeze’ [1] in alcune parti del Cadore e ‘Ampëz’ in badiotto), e per gli amanti del latinorum esiste anche la versione latina: ‘Ampicium’ (o ‘Ampitium’ e varianti).
L’origine del nome Ampezzo/Anpezo è ancora molto dibattuta tra gli studiosi. La tesi più condivisa indica una radice prelatina *amp-/*amb-, che si ritroverebbe nel nome di varie piante arbustive. Sarebbe la stessa radice dell’italiano ‘lampone’, ma anche delle parole ladine (es. comelicense ‘ampiadés’ [2], agordino ‘àmbie’) che indicano l’ontano alpino. Non godono invece di particolare favore le tesi – diffuse un tempo – che collegano il toponimo al latino ‘amplium’ (‘ampio’) o ‘ad piceum’/’in piceum’ (‘presso l’abete’).
Qualche dritta su come usare al meglio ‘Ampezzo/Anpezo’:
la pronuncia locale è ‘Ampézzo’ (o ‘Anpézo’), con la ‘é’ chiusa come in ‘perché’. Spesso si sente dire ‘Ampèzzo’, con la ‘è’ aperta, ma è un errore, forse dovuto all’attrazione della parola ‘pezzo’;
contro le regole dell’italiano, si preferisce la preposizione ‘in’ piuttosto che ‘a(d)’ (es. “Vado/abito in Ampezzo”, anziché “Vado/abito ad Ampezzo”). Questa particolarità peraltro non è isolata, a livello locale (es. “in Auronzo”, “in Agordo”), ed emerge anche altrove in Italia (es. “in Ancona”).
Cortina (d’Ampezzo)
Il toponimo ‘Cortina’ indica una parte specifica di Ampezzo, cioè il villaggio al centro della valle, dove si concentrano buona parte della vita pubblica (feste, manifestazioni) e delle istituzioni (Comune, parrocchia) del paese.
L’indicazione ‘Curtina Ampitii’ compare per la prima volta nel 1317, più tardi di quella di altri villaggi ampezzani (es. Crignes è menzionato già nel 1214, Salieto nel 1234, Pecol nel 1260 [3]), e resta secondaria fino al Novecento. Acquista improvvisamente importanza nel 1923, quando il regime fascista decide che la località ha bisogno di un rebranding patriottico, e – oltre ad annetterla alla Provincia di Belluno – cambia la denominazione del comune in ‘Cortina d’Ampezzo’.
Il toponimo probabilmente nasce tra il XII e il XIV secolo, quando ‘cortina’ era una parola di uso comune, molto diffusa nell’Italia centro-settentrionale, che indicava originariamente il muro di cinta che circondava una chiesa. Nei documenti medievali dell'area cadorina si parla spesso di ‘cortine’ (es. “cortina Sancti Viti de Cadubrio” nel 1363, o “cortina Sancti Martini” a Vigo nel 1176 [4]), e anche la prima menzione di una ‘cortina Sancti Jacobi’ ampezzana (1267) [5] si riferisce probabilmente non ancora a un villaggio, ma proprio alla cinta della chiesa.
Per questo motivo ancora oggi in alcune varietà ladine e friulane ‘cortina’ o ‘curtina’ significa ‘cimitero’, e per la stessa ragione – oltre a quella d’Ampezzo – esistono numerose altre località con lo stesso nome, come Cortina sulla Strada del Vino (BZ), Cortina San Nicolò (AN), Cortina di Vermiglio (TN).
Hayden (o Heiden e varianti)
È il nome tedesco di Ampezzo, oggi desueto, ma diffuso almeno dal Trecento e fino a inizio Novecento.
Visto che ‘Heiden’ vuol dire ‘pagani’, in passato qualcuno pensava che il nome fosse stato dato in tempi antichi dai pusteresi, perché gli ampezzani – al contrario loro – ancora non si erano convertiti al cristianesimo. ‘Heide’ però vuol dire anche ‘brughiera, prateria’, e probabilmente l’origine del nome è da ricondurre a questo significato. Una conferma indiretta ci arriva da un frate tedesco, che, nel 1484, riferendosi ad Ampezzo, lo traduce in latino come ‘Pratinum’ o ‘ad Prata’ [6]!
Regina delle Dolomiti
Con l’ascesa del turismo, al nostro paese è stato assegnato anche un soprannome: ‘Regina delle Dolomiti’, oggi condiviso (o conteso) con la Marmolada.
L’uso più antico del titolo pare sia collegato proprio alla vetta, che viene chiamata così almeno dagli anni ‘70 dell’Ottocento. Per trovare le prime attestazioni regali della conca ampezzana bisogna invece aspettare la conquista italiana e la promozione turistica di epoca fascista.
Talvolta viene usato anche il soprannome ‘Perla delle Dolomiti’, che è però più consolidato per la località auronzana di Misurina.
Die vielen Namen von Cortina d’Ampezzo
Die Gemeinde Cortina d’Ampezzo liegt seit Jahrhunderten inmitten der romanischen und germanischen Sprachräume, wodurch die lokale Mundart gefärbt wird. Hier steht aber die ladinische Sprache mit ihrer Vielfältigkeit im Mittelpunkt.
Außerdem wird die lange Tradition der Landwirtschaft und des handwerklichen Könnens von einem boomenden Tourismus verfolgt und dies bereits am Ende des 19. Jahrhunderts.
Die wechselvolle Geschichte der nahen und fernen Einflüsse auf Cortina d’Ampezzo ist nicht nur an der eigenen komplexen Identität zu sehen, sondern auch an den Namen, mit denen man das Dorf im Herzen der Dolomiten benannte und benennt.
Ampezzo (italienisch) oder Anpezo (ladinisch für Cortina d'Ampezzo)
So heißt das Gebiet in seiner Gesamtheit: nicht nur mit allen Ortschaften der kommunalen Fläche (z.B. Alverà, Chiave, Cortina, Mortisa, Ronco), sondern auch mit dem Wald, den Weiden, den Bergen.
Deswegen war Ampezzo der Name des Gebiets bis ins Jahr 1923, während Anpezo schon immer in der ladinischen Kultur verankert worden war. Tatsächlich bezieht sich Cortina d’Ampezzo auf den Hauptort des Tals und ist somit ein Bestandteil des aktuell offiziellen Namens: Cortina d’Ampezzo – Anpezo
Die ladinischen Nachbarn verwenden andere Varianten des Toponyms (z.B. Anpeze [1] in manchen Teilen des Cadore und Ampëz auf Gadertalerisch). Die Liebhaber des Altrömischen werden sich über Ampicium (oder Ampitium et Cetera) freuen.
Anm. d. Übers.: Cadore wurde als „Kadober“ übersetzt.
Der Ursprung des Namens Ampezzo ist noch sehr bestritten. Die meisten Forscher haben sich auf der vorlateinischen Wurzel *Amp.-/*Amb.- geeinigt. Sie würde nämlich alle Strauchpflanzen bezeichnen und wäre die gleiche Wurzel wie für den italienischen Lampone [der Himbeer, Anm. d. Übers.]. Oder die ladinischen Begriffe wie z.B. Ampiadés [2] (in dem Gebiet Comelico, Provinz Belluno, verbreitet) oder àmbie (in dem Tal des Agordino, Provinz Belluno, verbreitet). In beiden Fällen geht es um die Alpen-Erle. Eher in der Vergessenheit geraten seien die Thesen, die das lateinische Wort amplium (breit) oder ad piceum/in piceum (an der Fichte) vor langer Zeit mit dem Toponym in Verbindung brachten.
Ampezzo/Anpezo richtig in dem Alltag anwenden:
Die Einheimischen sagen Ampézzo oder Anpézo, wobei das betonte „é” phonetisch geschlossen wie in perché [italienisch für warum/weil, Anm. d. Übers.] bleibt. Des Öfteren hört man Ampèzzo, mit einem akzentuierten „è”. Das ist ein Fehler — wahrscheinlich wegen dem Zusammenspiel der Wurzel *amp- mit dem zweiten Teil „pezzo” (italienisch für Stück)
Darüber hinaus, sagen die Anwohner in statt a(d): „Vado/abito in Ampezzo” statt „Vado/abito ad Ampezzo”.
Anm. d. Übers.: „Ich fahre nach Ampezzo/Ich wohne in Ampezzo” wird einzig und allein durch die Präposition a(d), so nach/in, im Standarditalienischen korrekt gesagt. In Klammern das „d“, als laut grammatikalischer Regel zwischen zwei Vokalen fallender Konsonant. Diese Besonderheit ist außerdem in der Provinz Belluno (z.B. „in Auronzo”/“in Agordo”) oder sogar anderswo in Italien („in Ancona”) spürbar.
Cortina (d’Ampezzo)
Das Toponym Cortina bezeichnet einen spezifischen Ortsteil von Ampezzo. Dieser ist die Siedlung im Mittelpunkt des Tals, wo die Gemeinde zusammenkommt und Veranstaltungen, Feier, Unterrichten und Messen stattfinden. Hier haben auch die Institutionen (das Rathaus, das Pfarramt) ihren Sitz.
Der Begriff Curtina Ampitii wurde das erste Mal 1317 erfasst. Dieser erscheint erst später wie die anderen ampezzaner Ortsteile (siehe Crignes, 1214; Salieto, 1234; Pecòl, 1260 [3]) und bleibt minderwertiger Relevanz bis in das 20. Jahrhundert. Infolge der Entscheidung des faschistischen Regimes, 1923 Ampezzo patriotisch umzubenennen, von dem (Süd)Tirol zu trennen und der Provinz Belluno zu annektieren, wird Cortina d’Ampezzo der offizielle Name der Königin der Dolomiten.
Dieses Toponym wurde möglicherweise zwischen dem 12. und dem 14. Jahrhundert geprägt, als cortina [Vorhang, Anm. d. Übers.] speziell im mittelnördlichen Italien gängiges Wort war. Cortina bezeichnete also die um eine Kirche bebaute Einfriedung. Die mittelalterlichen Chroniken des Cadore zeigen viele Beispiele einer solchen Sprachanwendung, wie Cortina Sancti Viti de Cadubrio [1363].
Anm. d. Übers.: San Vito di Cadore liegt 15 Minuten mit dem Auto südlich von Cortina d’Ampezzo entfernt.
Man fand noch Cortina Sancti Martini (Vigo di Cadore 1176) [4] und eine erste Form einer Cortina Santi Jacobi in Ampezzo (1267) [5], die noch nicht die Siedlung Cortina, sondern die Umfassungsmauer der Kirche beschrieb. Deswegen bestehen noch cortina oder curtina als Begriffe für cimitero (italienisch für Friedhof) in manchen ladinischen oder friaulischen (der Region Friaul-Jaulisch Venetien) fort. Die selbige Begründung gilt für Cortina sulla Strada del Vino (Bozen, Kurtinig an der Weinstraße), Cortina San Nicolò (Provinz Ancona, Region Marken) oder Cortina di Vermiglio (Trient).
Hayden (oder Heiden und die verwandten Formen)
Das ist der deutsche Name von Ampezzo — heute nicht mehr in Gebrauch. Trotzdem ist dieser von dem 14. Jahrhundert bis in das 20. Jahrhundert etabliert gewesen.
Heiden bedeutet Gottlose, deswegen hatte man geglaubt, dass die bereits christianisierten Pustertaler die noch nicht christlichen Ampezzaner auf dieser Art und Weise in der Antike benannten. Heide ist auch aber eine „weite, meist sandige und überwiegend baumlose Ebene, die besonders mit Heidekrautgewächsen und Wacholder bewachsen ist”.
Höchstwahrscheinlich hat der deutsche Name hier seinen Ursprung gefunden. Dies wird von einem deutschen Mönch [6] bekräftigt. Er bezeichnete Ampezzo als Pratinum oder ad Prata (Weide oder zur Weide) im Jahre 1484!
Königin der Dolomiten
Mit dem boomenden Tourismus bekam unsere Gemeinde auch einen Spitznamen: „Die Königin der Dolomiten”. Mittlerweile ist dieser zum Streitpunkt mit den Anwohnern um das Massiv Marmolada (Zwischen den Provinzen Trient und Belluno) geworden. Es mag schon sein, dass man den Namen bereits in den 70’ Jahren des 19. Jahrhunderts erfunden hätte, um die Marmolata zu beschreiben. Trotzdem fanden die ersten „regalen” Namensnennungen des Ampezzo erst mit der italienischen Eroberung des Gebiets unter faschistischen Zeiten statt.
Ab und an werden die Ampezzaner zu Bewohner der „Perle der Dolomiten”. Diesen Namen lässt man trotzdem lieber Misurina [Deutsch veraltet Moosrein], im Territorium von Auronzo di Cadore [ebenfalls veraltet als Obrentsch], nennen. Das kleine Dorf liegt am Rande einer anderen Krone, die der Drei Zinnen.
[pgbandion]
NOTE
[1] La ‘z’ va pronunciata come ‘th’ nell’inglese ‘think’.
[2] Da pronunciarsi con la ‘d’ come ‘th’ nell’inglese ‘this’.
[3] G. RICHEBUONO, Storia d’Ampezzo, Cortina d’Ampezzo, 2008, p. 83.
[4] P. ALVERÀ, Cronaca di Ampezzo nel Tirolo, Cortina d’Ampezzo, 2002, p. 296.
[5] G. RICHEBUONO, Storia d’Ampezzo, cit., p. 83.
[6] Il frate è Felix Schmid, o – alla latina – ‘Felix Faber’ o ‘Fabri’ (Zurigo, 1435 ca. – Ulma, 1502), e i toponimi sono riportati in P. ALVERÀ, Cronaca di Ampezzo nel Tirolo, cit., p. 296..
BIBLIOGRAFIA
P. ALVERÀ, Cronaca di Ampezzo nel Tirolo, Cortina d’Ampezzo, 2002.
A. FADELLI, Cortina e centa nella toponimia fra Livenza e Tagliamento, in Atti del Terzo Convegno di Toponomastica Friulana (Gorizia / Nova Gorica, 7 - 9 novembre 2019), a cura di E. CAFFARELLI e F. FINCO, Udine, 2021, pp. 151-172.
G. RICHEBUONO, Storia d’Ampezzo, Cortina d’Ampezzo, 2008.
M. T. VIGOLO, Glossario del cadorino antico, Udine-Belluno, 2012.
Noten (DE)
[1] Das „z” muss man wie das „th” im Englischen „think” ausgesprochen werden.
[2] Zu sprechen wie mit dem „d” für „th” im Englischen „think”.
[3] Richebuono, G., Storia d’Ampezzo [Die Geschichte von Ampezzo], Cortina d’Ampezzo, 2008, S. 83.
[4] Alverà, P. , Cronaca di Ampezzo nel Tirolo [Chroniken von Ampezzo in Tirol], Cortina d’Ampezzo, 2002, S. 296.
[5] Zitat aus Richebuono, G., Storia d’Ampezzo [Die Geschichte von Ampezzo], Cortina d’Ampezzo, 2008, S. 83.
[6] Der Mönch ist Felix Schmid, oder auf Latein gesagt „Felix Faber” oder „Fabri” (Zürich, 1435 ca. - Ulm, 1502). Die Toponyme findet man in Alverà, P. , Cronaca di Ampezzo nel Tirolo [Chroniken von Ampezzo in Tirol], Cortina d’Ampezzo, 2002, S. 296.
SITOGRAFIA
Dizionario italiano multimediale e multilingue d’ortografia e di pronunzia, in https://www.dizionario.rai.it/p.aspx?nID=apertura, consultato l’ultima volta il 23 ottobre 2025.
WEBBLIOGRAPHIE (DE)
Dizionario italiano multimediale e multilingue d’ortografia e di pronunzia. Verfügbar unter: https://www.dizionario.rai.it/p.aspx?nID=apertura, letzter Aufruf 23.10.2025.
Cornelsen Verlag GmbH, Duden | Die deutsche Sprache. Verfügbar unter: https://www.duden.de, letzter Aufruf 26.01.2026.


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