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Post 198 - Ragioni di un museo: la Galleria d’Arte Moderna “Carlo Rizzarda”

  «Il Comune di Feltre di tutto il mio legato dovrà istituire nella mia casa di Via del Paradiso a Feltre, una raccolta d’arte decorativa moderna». Così scriveva Carlo Rizzarda (Feltre, 1883 - Milano, 1931) nel suo testamento del 1929, [1] esprimendo la volontà di lasciare alla sua città natale un'eredità culturale duratura.  In realtà, Rizzarda matura la volontà di istituire un museo già nel 1927, [2] quando inizia a concepire la sua raccolta personale d’arte come una testimonianza di valore storico artistico. Consapevole della rilevanza culturale del proprio lavoro e delle opere d’altri autori da lui raccolte negli anni, intuì l'importanza di un museo dedicato alle arti decorative: una visione pionieristica, considerando che quello nato dal suo lascito fu uno dei primi musei in Italia dedicati specificamente a esse. Spinto dalla passione per l'arte e dalla sua generosità Rizzarda continuò a collezionare opere di ogni tipo, accumulando più di 190 pezzi, molti dei quali, pe...

Post 197 - Sole e acqua

  Oggi trattiamo due parole molto comuni, che però come vedrete hanno una storia molto interessante.  Partiamo dalla parola ‘sole’, che per tutte gli idiomi della provincia parte dalla radice latina sole(m) .  Come vedete nello schema qui sotto però ha due evoluzioni: una che prosegue direttamente dal lemma originario, e l’altra che invece parte dal diminutivo *soluculu(m) ’. Nell’Agordino fino a Laste, come nel feltrino-bellunese e zone afferenti si è affermato il primo filone con la perdita della vocale finale: sol . Così in Zoldo, dove la vocale si è allungata in sool. Le altre varianti ladine della provincia seguono il secondo filone, con l’aggiunta del suffisso -uculu(m): *soluculu (un po’ come se si dicesse ‘solocchio’ in italiano). Oltre all’apertura di -U finale in -O, la parola conosce altre due evoluzioni:  il “rotacismo” della -L-, ovvero il passaggio al suono -R-;  la contrazione del suffisso, che perde una vocale (e quindi una sillaba) passando a -...

Post 196 – Leggende bellunesi dell’orrore

  La tradizione orale della nostra provincia ci ha lasciato una grandissima quantità di materiale narrativo: storie, racconti, favole. Se oggi per noi è scontato ritenerli prodotti di fantasia e scindere questi racconti dalla realtà, però, non è detto che in passato fosse così. Stregoni, fate e altre creature magiche erano considerate elementi reali, spiegazioni razionali dei fenomeni di cui non si comprendeva l’origine. Molto spesso il fantastico si mescolava col fatto storico, creando una narrazione ibrida dai confini sfumati. È il caso, ad esempio, del Concilio di Trento, di cui abbiamo parlato nel Post 94: nei racconti orali, tale sinodo non era servito solamente per riformare la Chiesa cattolica, ma anche e soprattutto per allontanare dal mondo demoni e spiritelli maligni, rinchiudendoli in grandi vasi o ampolle custoditi proprio a Trento. Questa settimana abbiamo selezionato per voi alcune leggende particolarmente macabre, che trovano identica sostanza ma diversa declinazione...

Post 195 - Il lupo nel Bellunese: estinzione e ricomparsa

  Fin da tempo immemore, il lupo grigio, Canis lupus , ha abitato i territori dell’emisfero settentrionale del nostro pianeta: dalle valli alle pendici delle montagne, dalle foreste fino alle tundre e alle steppe. Fig. 1:  Lupi fotografati in provincia di Belluno dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. E così, ovviamente, il Bellunese dove, dopo un’assenza di 83 anni, il lupo è tornato a ricoprire il suo ruolo nell’ecosistema, dando prova di grande adattabilità e resilienza. Nonostante la sua lunga scomparsa, il lupo è un animale strettamente legato alla storia e alle culture sviluppatesi nella nostra provincia, come possiamo vedere dalle svariate tracce rimaste negli idiomi locali [Fig. 2]. Fig. 2:   Le tracce del lupo nella cultura locale. Tabella presente nella “Sala della caccia” del Museo Etnografico delle Dolomiti a Seravella. Nel corso del basso medioevo, il Bellunese ha conosciuto una lenta ma consistente crescita demografica, che ha comportato un maggiore f...