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Post 170 - Peste a Zoldo

  A inizio Seicento l’Italia settentrionale è scossa da eventi funesti: per diversi anni si susseguono raccolti scarsi, a causa delle condizioni climatiche avverse. La morte di Vincenzo II Gonzaga scatena la Guerra di successione di Mantova e del Monferrato, in cui Impero, Spagna e Savoia si scontrano con Francia e Venezia; truppe di soldati provenienti da mezza Europa saccheggiano e devastano città e campagne, infierendo su una popolazione già provata dalla penuria di cibo. Alla carestia e alla guerra manca però ancora una compagna: « a peste, fame et bello libera nos Domine » recita una delle formule delle rogazioni. E la peste non tarderà ad arrivare. L’Altare delle Anime (1687), scolpito da Andrea Brustolon, nella pievanale di Zoldo Nella tarda estate del 1625 la sua presenza viene accertata in Stiria, Carinzia, Salisburghese e Carniola, ma anche nella vicina Carnia; nel giro di pochi anni, serpeggia ovunque a sud delle Alpi. Tra l’agosto e l’ottobre del 1628 il Rettore di Bell...

Post 169 - Una bandiera per i fedeli ampezzani

  Nel 1848 tutta l’Europa ribolle di insurrezioni, che mirano a sostituire i regimi assolutistici usciti dalla Restaurazione con governi liberali e Stati nazionali. Anche i domini asburgici vengono travolti: moti rivoluzionari si registrano in Ungheria, in Boemia, a Vienna, in Italia. Fra i focolai di rivolta c’è anche il Cadore, entrato nell’orbita asburgica nel 1798 e all’epoca parte del Regno lombardo-veneto, dove Pietro Fortunato Calvi guida una ribellione contro il dominio austriaco. Pietro Fortunato Calvi I rivoltosi cercano di contagiare anche Ampezzo, entrato nei domini della Casa d’Austria già nel 1511, e all’epoca parte della Contea principesca del Tirolo. Deludendo le speranze dei cadorini, gli ampezzani si schierano però dalla parte degli Asburgo: il Comune accoglie le truppe austriache guidate dal maggiore Hablitschek, a cui si uniscono gli Schützen locali e tutti gli uomini del paese atti alle armi. Con questa forza gli attacchi dei ribelli vengono respinti ad Acquabo...

Post 168 - Freddo

  Anche in questo caso trattiamo di una parola che ha un antenato comune in tutte le varianti linguistiche del territorio provinciale: il latino frigidum (nel caso accusativo). Già in piena latinità, la pronuncia della -M finale si sfuma man mano, fino a che, nei primi secoli dopo Cristo, finisce per non essere più pronunciata. Ma il fenomeno più interessante è la progressiva contrazione, fino a sparire, della -I- della seconda sillaba. Arriviamo quindi a una forma * frigdu. La caduta della -I- porta a contatto due suoni consonantici molto marcati. La -G- subisce a questo punto quella che si chiama un’ “assimilazione”: ovvero viene assimilata all’altro suono consonantico adiacente, la D (pensate ad altre parole italiane derivate dal latino, ad es. pactum >patto). Avviene anche l’evoluzione della -I- (breve, nella forma tardo-latina) in -e-, su cui non ci soffermiamo. La consonante lunga -DD- (quelle che comunemente chiamiamo “le doppie”) si abbrevia, come in tutte le varianti l...

Post 167 - La storia del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi

  “ Ma noi crediamo che, proprio quando una società ed una civiltà avvertono sintomi di sbandamento e crisi, proprio allora è più che mai necessario tornare ad attingere alla fonte vitale dei valori essenziali e perenni, come il legame con la terra, l’equilibrato rapporto fra l’uomo e l’ambiente. ”  Piero Rossi, Milano 1975 La provincia di Belluno è un territorio montano, e da sempre fornisce a chi lo abita risorse naturali e terreni utili alla propria vita qui. Nel corso del Novecento, le aree montane hanno iniziato a spopolarsi, diventando sempre più marginali nel contesto politico e sociale italiano. Allo stesso tempo, è aumentato lo sfruttamento delle risorse naturali delle montagne, per turismo o per produzione di energia idroelettrica, con tutte le conseguenze connesse per l’ecosistema e l’ambiente. Nel 1963 lo scrittore e alpinista Piero Rossi e il professor Giovanni Angelini erano insieme a Piài di Visome. Stavano ammirando il paesaggio della Schiara, ed ebbero una del...