Passa ai contenuti principali

Post 237 - (Altri) pesci tropicali delle Dolomiti

 


Sì, ma chiaramente fossile! E la cosa più incredibile è che la stessa specie è stata trovata… anche in Cina!

Localizzazione del sito del Pelsa

Si chiama Thoracopterus wushaensis e questa specie era già stata scoperta e descritta da Tintori et al. (2012) nella famosa fauna di Xingyi (sudovest della Cina), tra le caratteristiche colline carsiche coperte da verdi foreste.

La grande novità? È stata trovata anche nel sito fossilifero di Pelsa/Vazzoler, nelle Dolomiti agordine, che abbiamo già conosciuto nel post 223 sui “Pesci tropicali delle Dolomiti”.

 

Thoracopterus wushaensis Tintori et al., 2012, esemplare MGP-PD 33418a, b dal sito di Pelsa/Vazzoler; parte posteriore del corpo, la testa è mancante  (A) Il campione dopo la preparazione. (B) Controparte subito dopo la spaccatura della lastra. Barre di scala: 10 mm. Abbreviazioni: afr: radiali della pinna anale; cfv: lobo ventrale della pinna caudale; cse.r: scaglie caudali destre, lato esterno; csi.l: scaglie caudali sinistre, lato interno; df: pinna dorsale; dfr: radiali della pinna dorsale; ha + hs: archi emali + spine emali; maf: pinna anale maschile; mns: spine neurali mediane; pna: archi neurali pari; ptf.l: pinna pettorale sinistra; ptf.r: pinna pettorale destra; pvf: pinne pelviche; pvfp: placca endoscheletrica della pinna pelvica.

Questo pesce del Triassico (circa 238 milioni di anni fa) tra le caratteristiche principali ha:

-        pinne pettorali e pelviche allungate;

-        coda asimmetrica con lobo inferiore molto allungato;

-        spine neurali ingrossate nella zona della coda.

Ciò gli permetteva di planare fuori dall’acqua, proprio come i pesci volanti di oggi, dopo aver preso velocità grazie a potenti colpi di coda.


Thoracopterus wushaensis Tintori et al., 2012, dal sito di Pelsa/Vazzoler. Viste di dettaglio su: (A) la colonna vertebrale e la pinna dorsale; (B) la regione della pinna pelvica e anale; (C) primo piano delle scaglie sul lato destro del peduncolo caudale; (D) primo piano della parte posteriore della pinna anale "maschile" che mostra gli uncini all'estremità dei raggi più posteriori. Barre di scala: (A-C) 10 mm; (D) 5 mm.

Un altro carattere interessante è la pinna anale che variava probabilmente tra maschi e femmine (si chiama dimorfismo sessuale). Nei maschi, come in questo campione, la pinna presenta dei piccoli uncini che forse servivano durante l’accoppiamento. Questo carattere lo avevamo osservato anche nel post sul pesce miniatura Habroichthys, infatti appartengono allo stesso ordine dei Peltopleuriformes.

 

Mappa paleobiogeografica dell’Oceano Tetide durante il Triassico medio/inizio superiore, che mostra la distribuzione nota dei pesci volanti. Mappa modificata da Scotese e Schettino (2017).

Nelle ultime decine di anni sono stati trovati vari generi di pesci triassici che sono distribuiti sia nelle Alpi sia in Cina (quindi agli estremi dell'antico Oceano Tetide), ma questa è la prima volta che una stessa specie viene riconosciuta in entrambe le aree.

Inoltre, questo campione è stato il primo fossile moderno del Biota del Pelsa/Vazzoler trovato per caso nel 2016 dal prof. Tintori ed è stato ciò che ha fatto partire le ricerche paleontologiche moderne sul Pelsa.

 

Il sito di scavo sistematico presso il villaggio di Nimaigu (Xingyi, Provincia di Guizhou, Cina). Lo scavo è oggi attrezzato con una copertura e predisposto per le visite. Nell’ovale, una persona per scala. Nel rettangolo l’area interessata dalle ricerche lamina per lamina (da Tintori et al. 2012).

Questo significa che, circa 240 milioni di anni fa, avvenivano scambi e diffusioni di faune di vertebrati marini su distanze enormi e in tempi relativamente brevi (in termini geologici!). Basti pensare che i pesci volanti attuali (famiglia Exocoetidae, non imparentati con quelli triassici) possono raggiungere una velocità anche di più di 50 km/h.

Thoracopterus wushaensis, esemplare CMPKU-P-3071, paratipo, “femmina”, dal sito di Nimaigu (Xingyi, Provincia di Guizhou, Cina; da Tintori et al. 2012).

Come già visto, il sito di Pelsa/Vazzoler rappresenta un antico bacino lagunare profondo all’interno della grande piattaforma carbonatica delle Pale di San Martino-Civetta. Questa possiamo immaginarla come un'isola tropicale simile agli odierni atolli, ricca di vita marina e terrestre.



Qui sono stati trovati non solo pesci, ma anche centinaia di specie di invertebrati marini (gasteropodi, bivalvi, coralli, etc), piante e persino insetti: un ecosistema fossilizzato in modo eccezionale. Tra i pesci sono presenti sia prede sia predatori, tra cui anche il Thoracopterus wushaensis, dotato di robusti e aguzzi denti.

Vuoi approfondire?

Scopri l’articolo completo di Tintori (2025) su Diversity (MDPI) https://www.mdpi.com/1424-2818/17/12/847


[Davide-GAMP Dolomiti]


NOTE


[1] Grazie mille al prof. Tintori per la revisione


BIBLIOGRAFIA


Conedera, D.; Hitij, T.; Monari, S.; Gatto, R.; Andreetti, M.; Tintori, A. The miniature fish Habroichthys (Actinopterygii; Peltopleuriformes): Seven new species from the Middle Triassic of Italy and Slovenia reveal insights on its palaeobiology, palaeobiogeography, and palaeoecology. Geobios 2025.

Dominici, S.; Danise, S.; Tintori, A. A Middle Triassic Cassian-type Fauna (Pelsa-Vazzoler Lagerstätte) and the Adaptive Radiation of the Modern Evolutionary Fauna. Pap. Palaeontol. 2024, 10, e1579.

Scotese, C.R.; Schettino, A. Chapter 3—Late Permian-Early Jurassic Paleogeography of Western Tethys and the World. In Permo-Triassic Salt Provinces of Europe, North Africa and the Atlantic Margins; Soto, J.I., Flinch, J.F., Tari, G., Eds.; Elsevier: Amsterdam, The Netherlands, 2017; pp. 57–95.

Tintori, A.; Sun, Z.-Y.; Lombardo, C.; Jiang, D.-Y.; Ji, C.; Motani, R. A New “Flying” Fish from the Upper Ladinian (Middle Triassic) of Wusha/Guizhou Province, Southern China). Gortania Geol. Paleontol. Paletnologia 2012, 33, 39–50.

Tintori, A. A Flying Fish Across the Tethys: Thoracopterus wushaensis Tintori et al., 2012, from the Pelsa/Vazzoler Fossil-Lagerstätte (Late Ladinian, Middle Triassic) in the Dolomites (Italy). Diversity 2025, 17, 847. https://doi.org/10.3390/d17120847


Commenti

Post popolari in questo blog

Post 220 - Storia (breve) di Cortina d'Ampezzo

  I secoli più antichi della storia d’Ampezzo sono avvolti nel mistero, e i pochi indizi che abbiamo sono troppo incerti per poter delineare un quadro sicuro. La prima menzione di Ampicium compare in una pergamena del 1156, e non abbiamo dati archeologici certi antecedenti al Basso Medioevo. Questo non significa che fino a quel momento la conca non fosse abitata – o perlomeno frequentata –, ma, semplicemente, qualsiasi ricostruzione al riguardo, in base ai dati attuali, resta nel campo delle ipotesi. Foto 1: La prima pergamena in cui si nomina il “territorium de Ampicio”. A partire dal Duecento le fonti ci permettono di ricostruire un quadro più preciso. Ampezzo faceva parte del Cadore, ed erano già diffuse le “Regole”: delle istituzioni – ancora esistenti – formate dalle famiglie originarie del luogo, finalizzate alla gestione collettiva delle risorse naturali, come boschi e  pascoli. Il Cadore, già dominio feudale dei conti di Collalto e Da Camino, si costituisce in libera ...

Post 228 - I tanti nomi di Cortina d’Ampezzo

  La conca ampezzana è da secoli incastonata tra l’area romanza e quella tedesca, al centro della variegata realtà ladina. Oltre a questo, dopo una lunga storia incentrata sull’agricoltura e l’artigianato, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento ha vissuto un vertiginoso sviluppo del settore turistico. Questa ricchezza di influenze diverse, vicine e lontane, si riflette non solo sulla sua complessa identità, ma anche sulla varietà di nomi e soprannomi, con cui è – o è stata – conosciuta. Foto 1: Il territorio di “Ampezzo oder Hayden” nell’ Atlas Tyrolensis di Peter Anich e Blasius Hueber (1774) Ampezzo (in italiano) o Anpezo (in ladino ampezzano) È il nome originario del paese nella sua interezza, comprende i numerosi villaggi della conca ampezzana (es. Alverà, Chiave, Cortina, Mortisa, Ronco) e tutto il suo territorio (i boschi, i prati, le montagne). Per questo ‘Ampezzo’ è stata la denominazione del comune fino al 1923, mentre ‘Anpezo’ è il nome ufficiale in lingua ladina. Co...

Post 203 - Il Carnevale di Comelico Superiore

  Negli anni recenti il Carnevale in Comelico per molti è diventato una cosa quasi sacra: la preparazione, la vestizione, i riti della giornata sono ritenuti necessari e codificati. Guai se il Matazin si siede durante la festa in piazza, non esiste che a Dosoledo la calotta venga assemblata con le punte come a Casamazzagno e Candide, e ancora tante piccole cose che rendono la giornata complicata e magica. Durante la mia ricerca nel mondo dei carnevali europei ho scoperto che in realtà forse sarebbe meglio parlare di una nuova ritualizzazione dei carnevali. Foto 1:  L’arrivo della sfilata nel carnevale di Santa Plonia a Dosoledo Ma prima partiamo dalla definizione del termine. Oggi il Carnevale si caratterizza per raccogliere una serie di usanze e di pratiche comprese nel periodo tra Epiania e Quaresima.  Ma già si riscontrano dei problemi con l’inizio di detto periodo, dal 7 gennaio è Carnevale? O comincia dopo il 17, giorno di Sant’Antonio Abate? Inoltre qualcuno ha mai ...