Oggi vi raccontiamo una data ben nota della storia italiana, vista però da un’angolazione locale: Padola di Comelico. Il 24 maggio 1915, giorno dell’entrata in guerra dell’Italia, la popolazione del paese – comprensibilmente in apprensione – si riunì per fare un voto alla Madonna del Carmine, chiedendo protezione per sé e per il territorio, che si trovava in una posizione particolarmente delicata, proprio a ridosso del confine.

La statua della Madonna del Carmine
A firmare il voto furono 81 capifamiglia; includendo amministratori della frazione, fabbricieri ( i componenti civili del consiglio parrocchiale che esistono tuttora) e parroco si arriva a un totale di 88 sottoscrittori. Un dato che colpisce riguarda la presenza femminile: ben 29 firme appartengono a donne. Si trattava di vedove o di donne senza un tutore maschile e, considerando che molti uomini erano stati chiamati al fronte, il numero è significativo e ci ricorda quanto il ruolo femminile fosse centrale già nei primi momenti della Grande G uerra. Le firme ci offrono anche un piccolo ma prezioso indizio sull’ elevato livello di alfabetizzazione del paese: in quegli anni, infatti, le maestre elementari venivano pagate direttamente dalle frazioni, organizzate secondo principi simili a quelli delle antiche Regole, che in questa fase storica non erano formalmente attive ma continuavano a influenzare la gestione della vita comunitaria.
Il voto prevedeva quattro impegni: l’esposizione continua della statua della Madonna per tutta la durata della guerra; l’obbligo di indossare una medaglietta della Madonna del Carmine; il divieto, per 25 anni, di partecipare a feste da ballo nel giorno della Madonna (la seconda domenica di luglio); e la celebrazione, ogni 24 maggio, di una messa solenne di ringraziamento.
Ancora oggi, a Padola, la devozione alla Madonna del Carmine supera persino quella per il patrono San Luca. E qui entra in gioco una curiosità: la tradizionale fiera non si tiene la seconda domenica di luglio, ma la terza. Un espediente che sembra aggirare con una certa eleganza un antico impegno.
Il motivo di una devozione così duratura sta a metà tra storia e leggenda. La tradizione racconta che, almeno fino al 1917, Padola abbia avuto una sola vittima civile a causa della guerra: la perpetua Agnese Ribul Olzer. Non possiamo confermare il racconto, ma sappiamo con certezza che Agnese morì il 15 settembre 1915, all’età di 73 anni.
La grande Storia non vive solo nelle date dei manuali, ma prende forma anche in questi piccoli racconti locali, che ci aiutano a capire come eventi enormi siano stati vissuti, affrontati e ricordati dalle comunità.
(Collocazione del documento: Archivio comunale di Comelico Superiore, Documento esponente il Voto fatto dai capifamiglia di Padola, lì 24 maggio 1915)
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| La processione del Carmine del 2017 |
A cura di [Pinter]









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