Passa ai contenuti principali

Post 72 - La produzione del mugolio in Alpago


Val Salatis, Comune di Chies d'Alpago

Il mugolio è una miscela di olii essenziali usata in medicina per i suoi effetti balsamici e disinfettanti. Si ottiene con un procedimento chiamato estrazione in corrente di vapore. Le fronde del pino mugo vengono triturate e poi messe in un alambicco all’interno del quale viene convogliato in pressione del vapore a 110-120°. Il vapore permette l’estrazione dell’olio, i due elementi vengono poi fatti condensare e separati.


Pino mugo in Val Salatis

Tra il 1925 e il 1936 in Alpago, più precisamente a Lamosano di Chies d’Alpago, la Regola del Monte Salatis diventa produttrice di mugolio. 

La Regola del Monte Salatis, all’epoca Società di Salatis, era ed è tuttora,  proprietaria della Val Salatis o Salat, una valle alpina di origine glaciale che si trova tra il Monte Messer-Sestier a nord  e il Monte Guslon a sud. 

La vallata, che si sviluppa tra i 1000 e i 2200 metri, era ideale per il pascolo d’alta quota. Fino al secolo scorso le Regole montane dell’Alpago utilizzavano i propri territori quasi esclusivamente per il pascolo degli ovini, in particolare la pecora pagotta, e si rese quindi necessaria un’opera di disboscamento per ampliare il pascolo e migliorare l’accessibilità ai pascoli alti.

L'obiettivo era quello di ridurre la presenza del pino mugo nella vallata, pianta infestante e notoriamente nemica dei pascoli,  e di ottenere un guadagno dalla vendita della legna.


Casera Pian de le Stele in Val Salatis


Il 4 luglio 1924 la Società di Salatis inaugurò una teleferica che collegava la Val Salatis con l’abitato di Lamosano. Costò 70.000 lire, era lunga 7 km e con un dislivello di 850 metri trasportava 120 quintali di legna al giorno senza l’utilizzo di alcun motore. I 17 carrelli infatti scendevano e risalivano in valle solo esclusivamente grazie alla forza di gravità.

Nell’ottobre del 1925 la Società di Salatis stipulò un contratto per la produzione del mugolio con la Società milanese Dall’Arsi Attilio che aveva realizzato un impianto di distillazione a Lamosano, sulle rive del torrente Tessina che funzionava sia come fonte d’acqua sia come discarica della produzione. In una buona stagione si riuscivano a produrre circa 20 litri di mugolio al giorno.

La produzione ha visto purtroppo la sua conclusione nel novembre del 1936 a causa della mancanza di materia prima.


Impinato vicino al Tessina, Lamosano di Chies d'Alpago

Il taglio del pino mugo infatti non avveniva in maniera sostenibile, tale da poter permettere alla pianta di rinnovarsi in tempo utile. Si tagliava infatti a 50 centimetri da terra perché oltre al mugolio la Società era interessata anche alla vendita della legna.

Nel tentativo di mantenere viva la produzione la Società milanese provò a spostare l’approvvigionamento dalla Val Salatis a Claut in Val Cellina, ma il mugo lì è diverso e inadatto a causa della diversa natura del suolo: in quella zona il terreno poggia su strati di dolomia principale mentre in Val Salatis il terreno d’origine degli strati è di natura calcarea.


Schema dell'impianto (immagine dell'Associazione Culturale di Claut)

[Faghe]

Commenti

Post popolari in questo blog

Post 220 - Storia (breve) di Cortina d'Ampezzo

  I secoli più antichi della storia d’Ampezzo sono avvolti nel mistero, e i pochi indizi che abbiamo sono troppo incerti per poter delineare un quadro sicuro. La prima menzione di Ampicium compare in una pergamena del 1156, e non abbiamo dati archeologici certi antecedenti al Basso Medioevo. Questo non significa che fino a quel momento la conca non fosse abitata – o perlomeno frequentata –, ma, semplicemente, qualsiasi ricostruzione al riguardo, in base ai dati attuali, resta nel campo delle ipotesi. Foto 1: La prima pergamena in cui si nomina il “territorium de Ampicio”. A partire dal Duecento le fonti ci permettono di ricostruire un quadro più preciso. Ampezzo faceva parte del Cadore, ed erano già diffuse le “Regole”: delle istituzioni – ancora esistenti – formate dalle famiglie originarie del luogo, finalizzate alla gestione collettiva delle risorse naturali, come boschi e  pascoli. Il Cadore, già dominio feudale dei conti di Collalto e Da Camino, si costituisce in libera ...

Post 228 - I tanti nomi di Cortina d’Ampezzo

  La conca ampezzana è da secoli incastonata tra l’area romanza e quella tedesca, al centro della variegata realtà ladina. Oltre a questo, dopo una lunga storia incentrata sull’agricoltura e l’artigianato, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento ha vissuto un vertiginoso sviluppo del settore turistico. Questa ricchezza di influenze diverse, vicine e lontane, si riflette non solo sulla sua complessa identità, ma anche sulla varietà di nomi e soprannomi, con cui è – o è stata – conosciuta. Foto 1: Il territorio di “Ampezzo oder Hayden” nell’ Atlas Tyrolensis di Peter Anich e Blasius Hueber (1774) Ampezzo (in italiano) o Anpezo (in ladino ampezzano) È il nome originario del paese nella sua interezza, comprende i numerosi villaggi della conca ampezzana (es. Alverà, Chiave, Cortina, Mortisa, Ronco) e tutto il suo territorio (i boschi, i prati, le montagne). Per questo ‘Ampezzo’ è stata la denominazione del comune fino al 1923, mentre ‘Anpezo’ è il nome ufficiale in lingua ladina. Co...

Post 203 - Il Carnevale di Comelico Superiore

  Negli anni recenti il Carnevale in Comelico per molti è diventato una cosa quasi sacra: la preparazione, la vestizione, i riti della giornata sono ritenuti necessari e codificati. Guai se il Matazin si siede durante la festa in piazza, non esiste che a Dosoledo la calotta venga assemblata con le punte come a Casamazzagno e Candide, e ancora tante piccole cose che rendono la giornata complicata e magica. Durante la mia ricerca nel mondo dei carnevali europei ho scoperto che in realtà forse sarebbe meglio parlare di una nuova ritualizzazione dei carnevali. Foto 1:  L’arrivo della sfilata nel carnevale di Santa Plonia a Dosoledo Ma prima partiamo dalla definizione del termine. Oggi il Carnevale si caratterizza per raccogliere una serie di usanze e di pratiche comprese nel periodo tra Epiania e Quaresima.  Ma già si riscontrano dei problemi con l’inizio di detto periodo, dal 7 gennaio è Carnevale? O comincia dopo il 17, giorno di Sant’Antonio Abate? Inoltre qualcuno ha mai ...