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Post 24 – Il primo cimitero di Cavarzano

 Chi avrebbe mai detto che nei pressi di Cavarzano c’è una grossa necropoli dell’Età del Ferro? Anche all’epoca della scoperta fu molta la sorpresa quando in un vigneto emersero dal suolo delle lastre di pietra che si rivelarono appartenere a tombe antichissime.

Andiamo con calma: ciò accadde nel 1865, in località Masiere. Questo primo gruppo di sepolture era costituito da tombe a cassetta litica (=piccole cassette costruite con delle lastre di pietra). Al loro interno furono ritrovati corredi composti da vasi in bronzo e altri oggetti in metallo, che poi furono donati al Museo Civico di Belluno, cosa di cui si prese cura tra glialtri l’archeologo Michele Leicht.

A seguito delle scoperte, nel 1878, partì una campagna di scavo che interessò l’area. Vi presero parte, oltre a Michele Leicht, delle vere e proprie celebrità in ambito preistorico italiano: Luigi Pigorini e Gherardo Gherardini.

Disegno di Fauso Tormen.

Le tombe sono state datate tra il VII e il V secolo avanti Cristo, e sono quindi inquadrabili nella prima parte dell’età del Ferro. I gruppi più numerosi di sepolture sono stati quello di Font, dove sono state recuperate ben 27 tombe, e quello di Masiere, con 15 sepolture disposte in due file parallele. Non mancano segnalazioni di altre tombe da Castellin di Fisterre, dove è stato individuato un ulteriore gruppetto forse legato ad un nucleo famigliare. Da quest’ultimo proviene un corredo pregiato, come il coltello con fodero realizzato con la stessa tecnica delle situle.
Museo Civico di Belluno.

Altre tombe sono state trovate isolate: tra queste l’ultima recuperata si trovava in località Limade, e fu scavata nel 1995. La tomba in questione, anch’essa a cista litica, conteneva un vaso ossuario costituito da un calderone in bronzo privato del manico; poi fibule, elementi di cintura, una punta di giavellotto, due coltelli e un fodero (un coltello raro con manico composito), un punteruolo, un falcetto e un’ascia che denota il defunto come di alto rango.

[MattIki]

Immagini e disegni reperti su concessione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo - Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso, riproduzione vietata.

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