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Post 41 - Un'altra piazza Isola

1956. Luigi Meneghel e Alberto Alpago Novello danno alle stampe un piccolo opuscolo di denuncia contro i “gravi e deprecabili errori” che l’Amministrazione comunale di Feltre stava compiendo. Sei anni prima avevano contribuito a stilare il Piano Regolatore Generale, stabilendo l’ordine urbanistico della città. I loro progetti, già approvati sia dal Comune che dai vari ministeri competenti, erano stati disattesi o stravolti. Il “colpo di grazia” su cui più si soffermano è la nuova piazza che sarebbe dovuta sorgere in località “Isola Bonsembiante”. 

Alberto Alpago Novello l’aveva immaginata e progettata ispirandosi alle piazze della città vecchia, quindi con edifici non più alti di 12 metri, uno stile dei palazzi che riprendesse quello della cittadella e l’interdizione alle macchine dell’area. Nelle sue carte, l’albero secolare che lì tuttora sorge e il Volto di Santa Chiara (struttura ad arco che collegava i due lati di via Garibaldi e faceva da ingresso nella piazza) sarebbero rimasti integri e saldi come parti della nuova piazza “Vittorino da Feltre”. Nonostante questi progetti avessero avuto tutte le approvazioni del caso, il Comune si mosse diversamente. 

La società immobiliare “Isola” viene nominata come nuova responsabile delle costruzioni, portando a un sovvertimento delle idee di Meneghel e Alpago Novello e, più o meno, alla piazza Isola che ancora oggi possiamo vedere. Uno dei tratti su cui più si soffermano i due nella loro critiche è l’eccesso di scalinate della nuova piazza: “«Vivere pericolosamente» suggeriva l’aborrito Regime del ventennio, ma sembra anche il programma di domani per il cittadino di Feltre”.


[ARB]


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