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Post 32 – La cappella di Sant’Orsola a Vigo di Cadore, parte II

Foto di @appartamenticodan.

Se già l’esterno della chiesetta risalta in tutta la sua antichità, l’interno rappresenta un vero e proprio scrigno di tesori artistici. 

Foto di @devisval.
Un eccellente autore ignoto ha suddiviso lo spazio pittorico in due bande: quella inferiore presenta un velario, e funge da basamento. La superiore ospita invece il ricco ciclo delle storie di sant’Orsola, che notiamo essere aggiornate stilisticamente alla corrente tradizione bolognese; ben diverse dalla maniera locale, quindi. Il ciclo consta di dieci storie in totale, il cui soggetto è chiarito da alcune iscrizioni alla base. Degne di menzione sono le scene della Navigazione verso Colonia, del Martirio delle Vergini e delle Esequie dei Martiri.
Una banda decorata introduce alla volta, totalmente blu, a indicare il cielo. Al centro di essa, una Madonna con Bambino attorniata dal Tetramorfo (i simboli dei quattro Evangelisti).
Foto di @vianellocat.

L’altare, datato 1541, è di fattura tedesca – nella fattispecie un Flügelaltar – uno dei pochissimi rimasti in Cadore. Opera di Michael Parth, è di legno dorato e si trova incastonato in un altro altare dello stesso materiale realizzato però nel Seicento.

Foto di @devisval.
Dello stesso secolo è anche l’ampliamento dell’edificio, portato avanti tra il 1673 e il 1703; tale intervento intaccò il ciclo pittorico originario con un ingrandimento delle aperture e la creazione di una nuova cappella laterale e di una sagrestia. È curioso notare che il primo locale menzionato presenta ancora caratteristiche architettoniche tipicamente gotiche, quali archi ogivali e costolature, segno della persistenza questi stilemi nelle aree di montagna, come si può peraltro notare nella chiesetta di sant’Anna a Cadola, edificata tra il 1693 e il 1699. La cappella di san Lazzaro – questo il suo nome – ospita un altare secentesco con annessa pala: è opera del capace artista veneziano Domenico Tintoretto, figlio del più noto Jacopo, che raffigura la parabola di Lazzaro ed Epulone. 

Foto tratta dal libro “Cadore. Architettura e arte

[ilCervo]


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