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Post 20 - Feltre città murata 5 di 7

Abbiamo visto nel post precedente ciò che realizzarono nel pratico i Feltrini, ma cosa aveva elaborato Dionisio, precisamente?
Analizzando la morfologia del territorio circostante al Colle delle Capre, aveva compreso l’esistenza di due punti critici, facilmente sfruttabili dal nemico per espugnare la cittadella. Il primo consisteva nell’esistenza di un colle a poche centinaia di metri in linea d’aria dal castello (ma per questo dovrete attendere il prossimo post); il secondo, come abbiamo visto, nel cospicuo accrescimento urbano che era andato delineandosi lungo i principali assi viari esterni alle mura durante l’ultimo secolo: il borgo di Ognissanti verso Belluno (l’attuale Borgo Ruga), e la contrada del Duomo nella strada che porta a Treviso. 

La presenza extra moenia, fuori dalle mura, del Duomo è ciò che rendeva e rende Feltre così peculiare. Era un’eventualità molto rara, e infatti già da parecchio in città si rifletteva riguardo alla sua demolizione e ricostruzione sulla cima del colle. Il completo rinnovamento architettonico della cattedrale a metà Quattrocento, però, fece desistere i sostenitori di questa ipotesi. Dionisio immaginò una nuova cortina muraria, che si sarebbe dovuta estendere a terrapieno lungo tutta la piana a sud di Feltre, sguarnita di difese naturali. 

Avrebbe però seguito a ovest il corso del fiume Colmeda sfruttando la vasta zona acquitrinosa che da questo si generava, nei pressi dell’attuale stazione ferroviaria. Inglobando i borghi di Porta e Sant’Avogadro, si sarebbe poi andata a chiudere nei pressi di Porta Pusterla, includendo così anche l’area della cattedrale. Una seconda cerchia di mura avrebbe poi completamente racchiuso il Borgo di Ognissanti. Un progetto ambizioso: la quantità di materiale da impiegare, tra conci di pietra e riporti di terra, sarebbe stata enorme.


[Il Cervo]

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