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Post 9 - La musealizzazione


In cosa consiste la musealizzazione di un’opera? Non è la semplice esposizione: essa permette di rendere fruibile il valore storico, artistico e documentario dell’oggetto, e per fare ciò si avvale di tecniche museografiche ben definite.
Un esempio notabile nella nostra provincia? Gli affreschi provenienti dall’antica sede comunale di Belluno, detto Caminata, di cui si sono conservati solo pochi frammenti oggi esposti al museo di Palazzo Fulcis in una saletta dedicata.
Si trattava originariamente di due cicli pittorici di pregevole fattura, realizzati a pochi decenni di distanza da due pittori attivi in Veneto tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500: Jacopo Parisati da Montagnana e Pomponio Amalteo. Sono le prime raffigurazioni di soggetti classici realizzate a Belluno: dai resoconti storici e dalle stampe di Melchiorre Toller sappiamo che si trattava di scene legate alla mitologia storica di Roma, rappresentati in quanto esempi di valore civico. Il contesto storico è quello di una città che da qualche decennio si trovava sotto il dominio di Venezia, alla quale occorreva un aspetto nuovo che rispondesse agli standard monumentali e artistici della Serenissima, i cui rettori dovevano dimostrarsi potenti anche in momenti di crisi.
Dalle decorazioni originarie, che si trovavano in ambienti importanti del palazzo, furono staccati dei frammenti appena prima che l’edificio fosse distrutto per problemi strutturali negli anni ’30 del XIX secolo. Com’era prassi all’epoca, furono selezionati solo i dettagli considerati più interessanti, come i volti e le scene d’azione.
La difficoltà della musealizzazione odierna di questi frammenti sta nel riuscire a ridare loro integrità e dignità. Per fare questo, col restauro del 2004, sono stati innanzitutto rimossi i ritocchi effettuati negli interventi precedenti. Si è poi elaborata una nuova soluzione espositiva: copiando le stampe, è stata creata una traccia su uno strato preparatorio bianco, steso su dei pannelli, dove i frammenti sono stati poi applicati nella loro collocazione originale.

[Giot] 

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