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Visualizzazione dei post da ottobre, 2025

Post 227 - Gli effetti di Vaia nel Bellunese e il nostro presente/futuro

  Tra il 27 e il 30 ottobre del 2018, venti di scirocco a oltre 200 km/h e piogge torrenziali hanno colpito un’ampia porzione delle foreste del nord-est d’Italia, causando danni significativi non solo nel Veneto, ma anche in Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e, in misura minore, in Lombardia ed Emilia-Romagna.  Questo evento è diventato noto come la Tempesta Vaia. Per dare un po’ di numeri, secondo le stime, Vaia ha interessato una superficie complessiva di circa 2.306.968 ettari. I danni forestali hanno coinvolto circa il 3% di tale area, con un abbattimento esteso della copertura arborea in circa 42.525 ettari. Il volume totale di legname schiantato è stato quantificato in circa 8,5 milioni di metri cubi: equivalente al carico di 265.000 camion.  Tra le aree maggiormente colpite si distinguono le zone prealpine e montane, con effetti più marcati nel Bellunese e nelle Prealpi vicentine. In particolare, nella provincia di Belluno, sono stati danneggiati 7.809 et...

Post 226 - Palazzo Poli-De Pol di San Pietro di Cadore. Un esempio di architettura veneziana tra le Dolomiti

  Palazzo Poli-De Pol si staglia nella piazza di San Pietro di Cadore come uno dei casi più significativi di architettura signorile d’ispirazione veneziana trasferita in ambiente alpino. L’edificio, spesso definito “palazzo-villa” per la compresenza di funzioni rappresentative e residenziali, è emblema della capacità delle famiglie mercantili locali di tradurre ricchezza economica in visibilità sociale attraverso la costruzione di dimore monumentali. La datazione precisa della costruzione presenta margini di discussione: diverse ricerche collocano l’edificazione nella seconda metà del Seicento, più precisamente negli anni ‘60, anche se non c’è consenso unanime. È comunque certo che la committenza fu di Giacomo Poli, commerciante di legname il cui successo economico — connesso ai traffici verso la laguna — gli permise di ottenere l’ingresso nel patriziato veneziano. La costruzione del palazzo fu dunque un atto intenzionale di prestigio e autoaffermazione sociale, coerente con un con...

Post 225 - La quasi sparizione dei faggi del Cansiglio

  Con la legge del 1792 " Terminazione degli Illustrissimi ed Eccellentissimi Inquisitori all'Arsenal, in proposito di boschi pubblici di legne dolci da matadura e pagamenti delli due Riparti, cioè del Bellunese e della Carnia ", la Repubblica di Venezia vuole dare un nuovo volto alla foresta del Cansiglio: al vecchio e deteriorato bosco di faggi si sarebbero sostituiti gli abeti. Il progetto, avviato dall’autorità competente in materia, l’Inquisitorato dell'Arsenal, e approvato dal Senato, prevedeva l'abbattimento dei faggi, ritenuti inutili, per sostituirli con abeti e altre resinose, essenze di legname di cui all’epoca c’è maggior necessità, e un mercato più remunerativo. La vicenda comincia già nel 1771 con una denuncia dei Patroni all’Arsanal, la magistratura della Repubblica che amministra l’Arsenale. Vengono istituite una serie di conferenze e collegi ma tutte risultano inconcludenti. Viene quindi istituita la magistratura straordinaria dell’Inquisitorato d...