Visto che siamo nel pieno dell’inverno, abbiamo pensato che, logicamente, fosse proprio il momento adatto per trattare della parola “primavera”. Tutte le varianti ladine hanno una etimologia comune: la forma latino-volgare ricostruita *EX(I)UTAM, “uscita”, chiaramente nel senso di “uscita dalla cattiva stagione, dall’inverno”. A partire da questa forma sono avvenuti due fenomeni fonetici che chi ha letto i precedenti post di questa rubrica conosce già bene: la caduta di -M finale dell’accusativo latino, e la sonorizzazione dell’occlusiva -T-, trovandosi questa tra due vocali (chi non li avesse letti li può sempre recuperare sulla nostra pagina). Inoltre, il nesso -CS- rappresentato dalla lettera X, che altro non è se non l’unione dei due suoni [k] (C dura di ‘casa’) e [s] (S di ‘silenzio’), si è semplificato perdendo il suono [k]. La vocale iniziale E- si è evoluta in I- per poi prendere ramificazioni diverse. In un primo gruppo di varianti, è probabile che la parola ...
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